Mark Rutte è disponibile a riprendere i colloqui per la formazione di un governo di minoranza con  VVD, CDA, D66 e appoggio esterno del GroenLinks, ma solo se il leader verde Jesse Klaver è disposto a sedersi al tavolo dei negoziati senza imporre condizioni. Klaver ha già fatto sapere di non voler discutere nulla se  VVD e CDA non sono disposti a cedere sulla questione dei richiedenti asilo, dice NU.nl

Rutte già detto di non vedere possibilità per un nuovo negoziato con GroenLinks ma ora che la formazione del governo è tornata ad un punto morto, è costretto a tenere in considerazione l’ipotesi di riavviare negoziati con i Verdi. Unica condizione: nessuna condizione imposta dalla controparte.

Politica verde e rifugiati, sarebbero le due questioni ad aver mandato in soffitta l’ipotesi di accordo tra sinistra-rosso verde e coalizione liberale di centro-destra. Nonostante i negoziati avessero, fin dall’inizio, poche chance di riuscita CDA-VVD e D66 hanno, comunque, trattato per oltre due mesi con i Verdi. La discussione, però, si è arenata proprio sui richiedenti asilo: il Groenlinks, stando ad indiscrezioni, non avrebbe accettato di estendere ai paesi africani il “turks-deal” l’accordo raggiunto da UE e Turchia che ha, di fatto, legalizzato i “respingimenti” di profughi.

L’opzione Verde salta fuori di nuovo dopo un secondo stallo delle, ormai, tormentate trattative per la formazione di un esecutivo: il Christen Unie, un partito cristiano di centro-sinistra, infatti, accreditato come possibile alternativa al Groenlinks ha rinunciato ai colloqui prima ancora di avviarli. Le differenze tra loro e il D66 in materia etica sarebbero incolmabili.

 

Il leader di 50plus Henk Krol ha suggerito a Schippers di far scrivere ad ogni segretario di partito un accordo di governo da sottoporre ai dirigenti e di mettere ai voti, tra le formazioni, quello più popolare.