Il primo ministro Mark Rutte non ci sarà alcuna svolta imminente nei colloqui per la formazione dell’esecutivo; secondo il leader della formazione di destra, infatti, potrebbero essere necessarie nuove elezioni. La dichiarazione è avvenuta durante una “live session” su FB, parlando -in compagnia del presidente Albe Zijlstra- direttamente agli elettori.

“Non possiamo impedirle”, ha detto Rutte sulla possibilità di nuove elezioni. Anche, ha detto ancora, la speranza è che non siano necessarie. “Le urne hanno dato questo risultato e abbiamo l’obbligo di provare a fare qualcosa”. L’eventuale fallimento sarebbe una dichiarazione di incompetenza.

Mercoledì sono stati superati i 90 giorni di negoziati per la formazione. E con un secondo fallimento nel tentativo con il GroenLinks, le urne potrebbero avvicinarsi. Esistono altre combinazioni, ha detto Rutte alludendo ad un governo di minoranza, ma ognuna di queste ha i suoi limiti.

Il mediatore Herman Tjeenk Willink ha parlato con Rutte e leader di CDA Sybrand Buma prima di mercoledì. Successivamente entrambi i leader del partito hanno detto che esistono tre opzioni:  VVD, CDA e D66 con l’appoggio di ChristenUnie, SP o PvdA.

ChristenUnie e D66 non hanno possibilità di lavorare insieme, SP non vuole stare in coalizione con il VVD e il Pvda – dopo la catastrofe elettorale- vorrebbe saltare un giro.

“Le elezioni esistono per ottenere il maggior numero possibile di seggi e trasformarli in politica”, ha detto, aggiungendo che nessuna partito sarà in grado di attuare l’intero programma elettorale. “Governo significa anche dolore ma questo è parte del gioco”, ha concluso Rutte.

Secondo Rutte, gli altri partiti non vogliono assumersi responsabilità di governo perchè temono una “punizione” da parte degli elettori.