È iniziata la nuova fase di consultazioni per la formazione del governo olandese, guidata dal negoziatore Wouter Koolmees, ex ministro e figura di mediazione indicata dopo le elezioni che hanno visto un equilibrio complesso tra D66, PVV e VVD. Nel suo primo giorno di colloqui, Koolmees ha incontrato sette capigruppo, tra cui Rob Jetten (D66), Geert Wilders (PVV), Dilan Yeşilgöz (VVD), Jesse Klaver (GL-PvdA) e Henri Bontenbal (CDA).
D66
Il leader di D66, Rob Jetten, ha ribadito la necessità di formare un “governo stabile, con ampio sostegno parlamentare e capacità di agire”. La sua proposta prevede una coalizione con D66, VVD, GroenLinks-PvdA e CDA, che insieme disporrebbero di 86 seggi su 150.
PVV
Il leader del PVV, Geert Wilders, ha chiesto di includere la sua formazione nelle trattative. “Abbiamo lo stesso numero di seggi di D66, e quindi il diritto di sederci al tavolo”, ha detto, sottolineando che escludere il PVV sarebbe antidemocratico. Wilders ha anche proposto una riforma per introdurre una riconta automatica dei voti in futuro, come accade negli Stati Uniti e in Australia.
VVD
La leader liberale Dilan Yeşilgöz (VVD) ha confermato la linea dura del suo partito: nessuna coalizione con GroenLinks-PvdA, nemmeno come sostegno esterno. “Non condividiamo la stessa visione su nessuno dei grandi temi: asilo, tasse, clima o welfare”, ha spiegato, rivendicando una posizione “chiara e costruttiva”.
GroenLinks-PvdA
Il capogruppo Jesse Klaver si è detto disponibile a collaborare “sia in coalizione che all’opposizione”, ma ha criticato l’atteggiamento di chi continua a porre veti: “Vediamo solo blocchi su blocchi. Noi vogliamo aiutare il Paese ad andare avanti, con un governo forte e una nuova cultura politica”.
CDA
Il leader del CDA Henri Bontenbal ha invitato i partiti a “saltare oltre la propria ombra”, evitando rigidità e lavorando a un’intesa basata sulla fiducia reciproca. “La chimica tra i protagonisti è importante, ma può anche costruirsi. L’obiettivo è un governo stabile con un’agenda condivisa.”
Bontenbal ha escluso solo la cooperazione con PVV e Forum voor Democratie, ma ha lasciato “più opzioni aperte” per il resto.
JA21
Il leader di JA21, Joost Eerdmans, ha invitato i partiti a “ripensare alla loro decisione di escludere la PVV”, definendo “crudele” il rifiuto automatico. La sua formazione, con nove seggi, potrebbe risultare decisiva per una coalizione di centro-destra.
BBB
Caroline van der Plas, leader del movimento agrario BBB, ha dichiarato che il suo partito non parteciperà al nuovo esecutivo. “Siamo stati dimezzati alle elezioni e ci si addice un atteggiamento prudente”, ha spiegato, pur esortando i partiti a non escludere PVV e Forum voor Democratie dai colloqui.
Il mediatore Wouter Koolmees non ha voluto anticipare giudizi dopo la prima giornata di incontri. “Devo ancora ascoltare otto partiti prima di farmi un’idea”, ha dichiarato. Giovedì continuerà le consultazioni per definire i prossimi passi verso la formazione di un possibile governo.







