Il partito cristiano ChristenUnie è pronto a sedere al tavolo dei negoziati per la formazione di un nuovo governo di coalizione olandese, nonostante le iniziali obiezioni del leader del partito liberal-progressista D66 che ritiene la sua formazione del tutto incompatibile -soprattutto sul piano etico- con quella cristiana.

Tuttavia, scrive la stampa olandese, Alexander Pechtold avrebbe cambiato idea: mercoledi sera, infatti, ha detto di guardare con serietà alla combinazione con i cristiani pur di garantire un esecutivo al Paese.

Pechtold ha confermato di essere seriamente intenzionato a portare a casa il risultato; dal canto suo, il leader del Christen Unie, Gert-Jan Segers, si è detto soddisfatto dell’apertura.

I commentatori dicono che il negoziatore Herman Tjeenk Willink può presentare la sua relazione finale al Parlamento entro la fine di questa settimana; il suo compito era di identificare una coalizione e con il via libera da parte del D66 ai colloqui con il Christen Unie, l’ex politico Pvda ritiene il suo compito concluso.

Ma la strada è tutt’altro che in discesa: secondo il Trouw, sulla questione rifugiati, sul clima e sulle politiche sociali il Christen Unie è sulle stesse posizioni del Groenlinks. I cristiano sociali, inoltre, non sono europeisti come i verdi e questo, potrebbe rappresentare un problema per il D66.