I colloqui per la formazione del governo, il secondo giro di colloqui, è iniziato dietro le quinte: secondo il quotidiano Volkskrant, dalla nomina del nuovo negoziatore Tjeenk Willink la scorsa settimana, gli incontri tra i partiti sono avvenuti in via informale. Willink, infatti, sta cercando di creare un clima favorevole affinchè venga costituita una coalizione di maggioranza ma le opzioni sul tavolo, Groenlinks e Christen Unie, non sono compatibili con la maggioranza di centro-destra in cerca di un quarto partner.

Secondo il quotidiano di Amsterdam, Mark Rutte avrebbe incontrato mercoledi Jesse Klaver, leader dei Verdi, nell’abitazione del negoziatore ma di quell’incontro il premier non ha voluto rendere pubblico alcun dettaglio. 

Rimane il fatto, prosegue il Volkskrant, che all’orizzonte non si intravede nulla di chiaro: nonostante i liberali del VVD e i cristianodemocratici del CDA sostengano che il Groenlinks non ha posto condizioni, il leader cristiano Buma sostiene che la posizione intransigente dei Verdi sulla questione dei richiedenti asilo potrebbe essere il risultato di una “lobby dei rifugiati” che lavora dietro il partito.

Tuttavia, nonostante i quasi 3 mesi di trattative, sarà difficile che un governo di maggioranza veda presto la luce: il blocco liberal-conservatore che reclama a gran voce il diritto di formare un governo, non ha tuttavia i numeri.

E con il passare del tempo, anche il blocco che dovrebbe costituire il nuovo esecutivo comincia a traballare: i Cristiano-democratici non hanno perdonato al D66, i liberal-progressisti, di aver sbattuto la porta in faccia al partitino cristiano Christen Unie, costringendo il VVD e il CDA a tornare al tavolo dei negoziati con i Verdi.