Il leader del partito cristiano ChristenUnie, che ha sei seggi in parlamento, si incontrerà con il negoziatore della coalizione Herman Tjeenk Willink per i colloqui più tardi il mercoledì: ora il suo partito è davvero l’unica opzione per un governo di maggioranza. Dopo che verdi e laburisti hanno escluso la loro partecipazione, il Christen Unie rimane la sola ed unica opzione.

Un’opzione tormenata, tuttavia: i liberal-progressiti del D66 avevano escluso in precedenza la possibilità di prendere parte allo stesso esecutivo del Christen Unie. Il motivo? Le due formazioni sono agli antipodi su troppe tematiche, in testa etica e economia. In realtà esiste un altro fattore, meramente tecnico: la dote del partitino cristiano sarebbe troppo esigua per accettare compromessi dolorosi (soprattutto sul piano elettorale).

Alternativa sarebbe un esecutivo di minoranza ma tutte le parti coinvolte nei colloqui hanno affermato di preferire un gabinetto di maggioranza, portando Tjeenk Willink a dire la scorsa settimana che devono essere disposti a trovare compromessi su alcune questioni per raggiungere questo obiettivo.