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POLITICS

Formazione del governo, D66 dice no a Christen Unie: troppo conservatori. Trattative in salita

Gli sforzi per trovare un altro potenziale partner di coalizione, dopo l'addio del Groenlinks, continueranno durante la giornata di giovedì

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Gli sforzi per trovare un altro potenziale partner di coalizione, dopo l’addio del Groenlinks al tavolo delle trattative, continueranno durante la giornata di giovedì. Il negoziatore Edith Schippers è stato nominato  una seconda volta dal VVD, il partito di maggioranza relativa.

Non è ancora chiaro quali partiti potrebbero essere coinvolti questa volta: il leader del D66 Alexander Pechtold ha detto a Schippers mercoledì che considera un’alleanza con il partito cristiano ChristenUnie come ‘indesiderabile’; una coalizione tra D66, VVD, Cristiano-democratici e ChristenUnie sarebbe instabile (con una maggioranza di appena un parlamentare) e il ChristenUnie non sarebbe in grado di riequilibrare la coalizione a sinistra, ha detto Pechtold.

I lib-dem olandesi hanno, inoltre, perplessità di merito: il CU è fermamente contrario ad approcci liberali su eutanasia, droghe e altri temi etici. Pechtold ha dichiarato di essere disposto a parlare con Partito socialista e laburista.

Tuttavia, il leader SP Emile Roemer ha chiarito che non entrerà in una coalizione con il VVD. Allo stesso tempo, il leader laburista Lodewijk Asscher dice che il suo partito rimarrà all’opposizione. Sia il CDA che il VVD dicono di essere ben disposti a parlare con ChristenUnie, SP e laburisti.

Nel frattempo, il leader di GroenLinks Jesse Klaver ha avuto un incontro con i sostenitori per discutere fine dei negoziati. Klaver non è entrato nei dettagli ma ha ribadito l’impegno della sua formazione a non  respingere persone che sono scappate dalle zone di guerra. “Ci sono confini che, come partito, non si possono superare“, ha detto, aggiungendo che era disposto a fare concessioni e avrebbe voluto far parte del governo.