The Netherlands, an outsider's view.

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FoodFestival Amsterdam: sui foodtrucks, olandese, etnico e insetti

Tra gli stand della fiera, oltre a kaas e cibo italiano anche le specialità di "insecuisine"



di Veronica Fumarola e Silvia Granziero

Non poteva mancare ad Amsterdam l’evento che, in questo momento di passione per il cibo – anzi, per il food, come si dice nell’ambiente del food blogging -, sta spopolando a tutte le latitudini: un Food Festival. Ad Amsterdam, nei capannoni del RAI in Europaplein, superati i controlli per la sicurezza, ci si immerge in una varietà di profumi, di colori e di personaggi sparsi alla rinfusa, tra i foodtrucks che animano l’eventoDikke Bertha

Il cibo tradizionale olandese (formaggi e pane di ogni tipo, su tutti) è affiancato da una quantità di trucks di cibo etnico, dai dolci al cocco belgi alla pasticceria americana, dal gyros pita greco – anche nella variante vegetariana – alla cucina marocchina e turca coi i suoi profumi e i suoi dolci – dolcissimi, incredibilmente dolci – baklava da gustare nell’ambiente tipico ricreato con cura. E ancora: cibo messicano e surinamese, churros e paella spagnoli, cucina polacca e l’immancabile italiana come se piovesse, da Renzo’s a Ecopizza a Pasta e Basta, con tanto di Tiziano Ferro al karaoke come colonna sonora.

E se la ormai consueta varietà di specialità etniche e variazioni sul tema del formaggio ha stancato, c’è qualcosa che non ci si aspetta: in bella vista – e se non lo si vedesse, se ne sentirebbe comunque di certo il fischio – una macchina per il caffè espresso vittoriana. “Volevamo costruire una macchina che funzionasse a vapore – spiegano i due di Dikke Bertha, che sembrano davvero usciti da un’altra epoca – e così ci siamo inventati questa. Anche se purtroppo ora non possiamo farla andare a carbone, quindi usiamo il gas”.Bugzz

Sempre di idee bizzarre si tratta con Bugzz e la sua “insecuisine”. Sì, cucinano proprio insetti. L’idea è nata quando qualcuno ha consigliato a Patrick, il proprietario, e alla sua ragazza, che amavano sperimentare in cucina, di provare gli insetti. “Abbiamo osato e ci siamo sorpresi perchè non erano affatto male – racconta Patrick – Allora ci siamo informati e abbiamo scoperto che gli insetti hanno degli ottimi valori nutrizionali; ci sono dei video di docenti universitari che sostengono l’inserimento di insetti nell’alimentazione, perchè hanno solo vantaggi: sono sani, sono sostenibili, non devono essere nutriti, non hanno bisogno di antibiotici.”. Così i due insoliti cuochi hanno iniziato, facendo assaggiare i loro piatti ad amici e parenti per vedere le reazioni e capire cosa poteva essere replicato e cosa no. “Abbiamo fatto lo stesso in un mercato, dove abbiamo offerto degli assaggi alla gente per avere dei feedback; per esempio, molti amano gli hamburger e allora noi facciamo degli hamburger di insetti”.

Insetti – saranno davvero il cibo del futuro? – o cucina tradizionale, la scelta sta a ciascuno e la si può fare solo provando. Il Foodfestival Amsterdam è aperto fino al 28 marzo.






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