The Netherlands, an outsider's view.

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Il paradiso fiscale dietro l’angolo: evasori olandesi in Lussemburgo

L’Italia è notoriamente il Paese dei condoni e delle sanatorie fiscali; ma immaginare che soluzioni di “finanza creativa”diventino la prassi anche nei Paesi del nord Europa è certamente una notizia. 

In Olanda, dove tutto è tassato, persino la marjuana e la prostituzione, questa volta i furbi l’hanno fatta franca;  pochi giorni fa, la corte di Arnhem, città a pochi chilometri dal confine con la Germania, ha stabilito la non punibilità di un gruppo di contribuenti olandesi, accusati di aver portato i propri risparmi nel paradiso fiscale europeo del Lussemburgo, sottraendoli alla tassazione olandese.

In questo caso la corte ha preferito, infatti, far valere il principio della pubblicità dell’accusa rispetto al contrasto all’evasione fiscale. In sede processuale gli uffici del fisco olandese hanno tutelato l’anonimato della fonte ma ciò, secondo i giudici, ha “fortemente limitato le capacità degli accusati di dimostrare la propria innocenza”, facendo cadere le accuse di evasione fiscale mosse nei loro confronti.

Immediate sono state le reazioni furiose del Belastingdienst secondo cui la mancata rivelazione della fonte non è una condizione sufficiente per cancellare i reati di cui gli accusati si sono resi protagonisti. Il ministro delle Finanze acquistò la lista dei nomi di quasi 300 contribuenti non in regola con il fisco qualche anno fa, facendo rientrare nelle casse olandesi diversi milioni di euro.

Questa volta, però, i giudici si sono messi contro, facendo prevalere una visione garantista delle norme processuali. Il ricorso è già stato presentato.