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FOAM, Uomo e natura, due facce dello stesso pianeta. Le opere di Lucas Foglia in mostra fino al 15 aprile

di Serena Gandolfi

 

Antropocene. Un termine che racconta l’impatto dell’homo sapiens sulla natura. Questo il tema principale di Human Nature, progetto fotografico di Lucas Foglia, in mostra al Foam fino al 15 aprile.

Foglia, 35 anni, statunitense laureatosi all’istituto di fotografia a Yale, ritrae nei suoi lavori la complessa dinamica che intercorre tra uomo e ambiente; un dialogo aperto tra due interlocutori che si respingono, si fondono, si corroborano e si influenzano.

Human Nature nasce proprio dall’urgenza dell’artista di raccontare questa relazione. Nato in una fattoria appena fuori New York, quando nel 2012 le coltivazioni di famiglia vengono devastate dall’uragano Sandy, Foglia sente da subito l’esigenza di documentare quanto l’attività umana influenzi e dipenda dall’andamento della natura. La tempesta è frutto del cambiamento climatico: la risposta dell’ambiente allo scriteriato sfruttamento del pianeta. Nell’artista si fa largo la consapevolezza che se l’essere umano è in grado di alterare il clima, non può esistere luogo che si sottragga alla sua giurisdizione.

La mostra potrebbe essere un pretesto per denunciare allora la stupidità dell’animale razionale incapace di prendersi cura di ciò che più caro gli appartiene: la Terra. Troppo confuso da ideologie, filosofie, e credenze che tentano di spiegare come tutto abbia potuto originarsi, l’uomo non coglie la complessità della concretezza a cui il fango, i germogli, il Sole lo richiamano. In Human Nature Lucas supera la condanna e giunge fino al profondo e intimo bisogno umano di riscoprirsi animali. L’uomo spogliatosi di una civilizzazione metropolitana in cui si è intrappolato nel tempo, si fonde con il creato.

Una donna immersa nel fango fino a rendersi pietra, una ragazza abbandonata al rumore del vento sul ciglio di un precipizio, un ricercatore accucciato tra i ghiacci, chiome verdi capaci di spezzare lo skyline di Singapore. Sono alcune delle storie raccontate dalla sensibilità di questo storyteller. La natura a volte madre, a volte figlia trascurata è protagonista inevitabile dell’esistenza umana. L’uomo è natura, la natura è uomo. Un rapporto pieno di sfumature che non smette di interessare anche gli scienziati fotografati mentre sondano, misurano aria, spazio, nevi. Neuroscienziati che, in un’epoca in cui il 93% degli americani passa il proprio tempo al chiuso, mostrano invece i benefici del contatto con l’esterno.  Evidenze che dovrebbero costringere l’homo sapiens a curarsi di ciò che lo circonda, ma che nei fatti continua ad esprimere la propria gratitudine attraverso i disboscamenti e industrializzazione.

Lucas Foglia, come nella più grande tradizione americana, è un fotografo il cui impegno sociale non sottrae attenzione all’aspetto estetico. Un’educazione alla bellezza chiaramente espressa nelle 35 stampe esposte tra le sale del Foam. Oltre ai libri e alle pubblicazioni a cui l’artista ha collaborato, le fotografie si rendono il migliore mezzo capace di non tanto di dare risposte, ma di fare domande alla sensibilità del fruitore. Human Nature comincia nelle città e attraversa foreste, fattorie, lande desolate ed oceani, mostrando che non esiste una “natura vergine” e portando avanti un interrogativo: quanto siamo disposti a renderci natura?