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Il Foam Amsterdam, l’House of Photography/Deichtorhallen Hamburg e il Fotografie Forum Frankfurt (FFF) presentano la seconda edizione del reccomended Olympus Fellowship.

I tre artisti vincitori sono stati selezionati anonimamente e lavorano alle loro opere dal 2019. Esse ruotano intorno ai temi dell’amore, della famiglia e della casa. Non solo, si parla anche di tolleranza, migrazione e linguaggio. Le storie personali che creano le opere aprono a nuovi punti di vista su queste tematiche pur molto comuni.

La prima artista è Karla Hiraldo Voleau. Hiraldo Voleau ha studiato fotografia e visual communication. I have nothing to tell you è il titolo della sua opera, che mostra le sue conversazioni e i suoi scambi di segreti sull’amore con dei giovani giapponesi. Voleau esplora l’identità, la vulnerabilità e l’amore, indagando i meccanismi di genere nelle relazioni tra uomini e donne.

Tobias Krusewas è nato in Germania. Il suo lavoro è Kruze. Esso approfondisce i sentimenti di rabbia, paura, insicurezza e aggressività che pervadono ancora oggi la Germania dell’est.

Mika Sperling è nata in Russia e da quando ha un anno vive in Germania. Adesso vive ad Amburgo. Il suo lavoro Mother Tongue studia il rapporto con la sua matrigna vietnamita che ora vive in Germania. In particolare, indaga l’influenza di diversi backgrounds culturali nelle relazioni tra persone. Lo fa attraverso una dimensione famigliare, e una linea che va da lei, alla sua matrigna, alla sua nipotina.