“Vergogna Volante”. Questo è il nome del movimento che promuove tra le giovani generazioni lo stop all’uso dell’aereo per il rispetto dell’ambiente. Da una parte questa può essere una strategia percorribile per ridurre gli sprechi. Dall’altra il mondo delle compagnie aeree ne verrebbe danneggiato. Proprio per questo il disappunto non si fa attendere: “È una grave minaccia: il settore del trasporto aereo rischia di perdere la sua reputazione“, ha dichiarato Alexandre De Juniac, direttore generale della International Air Transport Association (IATA) a New Mobility.

De Juniac si oppone a questo movimento, mettendo in discussione la veridicità delle affermazioni su cui si basa. D’altronde, secondo lui, l’impegno nella lotta all’inquinamento che le compagnie aeree stanno dimostrando è evidente. Il problema è che non se ne parla abbastanza.

Dall’inizio del 2019, il movimento svedese di “Vergogna Volante” (derivato dal “flygskam”) è in crescita nel nord Europa. Uno dei suoi simboli maggiori non può che essere Greta Thunberg. L’ attivista svedese per il clima, ad esempio, ha preferito un viaggio in treno di 32 ore fino a Davos ad uno in aereo, proprio per ridurre le emissioni di anidride carbonica.

Tuttavia, il settore del trasporto aereo intende contrastare questo tipo di atti, cercando di diffondere informazioni poco note al pubblico. “Il movimento si nutre di notizie false e disinformazione”, ha detto De Juniac a New Mobility, sottolineando come i viaggi in aereo non siano più riservati ai ricchi.

Inoltre, il direttore generale della International Air Transport Association (IATA), ha evidenziato i risultati di un recente studio. Non si può contestare, infatti, che il trasporto aereo contribuisca alle emissioni di CO2. Ma la ricerca ha rilevato che queste costituiscano solo il 2,5% delle emissioni totali a livello mondiale. Non va dimenticato, poi, il sistema di compensazione CORSIA (Carbon Offset and Reduction Scheme for International Aviation), che entrerà in vigore nel 2020. Si tratta di un sistema globale volto a compensare le emissioni di CO2 degli aeromobili con alcuni progetti ambientali.

Il trasporto aereo si propone di neutralizzare le sue emissioni dal 2020 in poi, per dimezzarle entro il 2050. Tuttavia, con la crescita del traffico, questa obiettivo diventa sempre più difficile”, ha affermato.

Le compagnie aeree pagheranno le tasse di compensazione per neutralizzare le loro emissioni, principalmente per i programmi di rimboschimento.