© European Union, 2025, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons
La nuova scadenza per la finanziaria, del 6 novembre, proposta dal premier Bart De Wever (N-VA), porta il vantaggio della chiarezza. Lo afferma Willem Van Mullem da Wetstraat (sede del governo federale): “È una minaccia? Non credo. Rivolgersi al re è un’opzione estrema”. Al momento sembra scongiurata una crisi politica, dice VRT.
Ieri sera il premier De Wever (N-VA) ha diffuso un comunicato stampa confermando che i negoziati continueranno per raggiungere un accordo entro il 6 novembre. Questo fine settimana le trattative sono sospese.
Il giornalista politico , Willem Van Mullem, nota la disponibilità delle parti a rimanere al tavolo e osserva che il premier Bart De Wever non abbassa le proprie ambizioni. “Si tratta di 10 miliardi da trovare. È una cifra enorme e nei giorni scorsi ci sono stati scontri su dove reperirli”, spiega Van Mullem.
Raggiungere un accordo è particolarmente complicato. “Si tratta di soldi. Anche nelle migliori famiglie è materia di discussione. Riguarda inoltre il cuore delle ideologie dei partiti: ci sono partiti di destra e di sinistra nella coalizione. Tutti devono poi poterlo spiegare ai propri elettori.”
Se entro il 6 novembre non si raggiunge un consenso, De Wever riferirà al re Filippo. Il premier rischia di ritirarsi?
Van Mullem: “Il vantaggio è poter lavorare verso una data precisa. Dal parlamento è già arrivato il segnale che è davvero il momento: se vuoi approvare il bilancio entro fine anno, occorre agire. Il bilancio riguarda anche il 2026.”







