Sempre più partiti politici aggiungono la proposta di borse di studio agli universitari al loro programma per le prossime elezioni parlamentari. L’ultimo arrivato è CDA, dopo PvdA, GroenLinks, D66, Sgp e ChristenUnie, riporta volkskrant. 

CDA vuole che gli studenti fuorisede prendano un finanziamento minimo dal governo tra i 300 e i 600 euro, a seconda del reddito dei genitori. Per gli studenti che vivono con i genitori, la borsa di studio sarebbe di 150 euro, per arrivare a 450 euro in situazioni familiari di basso reddito. Se il finanziamento minimo fosse approvato, gli studenti avrebbero ancora accesso al pass gratuito per i trasporti.

Harry van der Molen, parlamentare di CDA e portavoce per l’istruzione superiore, ha detto a Volkskrant che il suo partito si è sempre opposto al sistema dei prestiti. Per poi aggiungere che gli studenti sono diventati bancomat per il governo, e ora si trovano indebitati.

Anche PvdA vorrebbe delle borse di studio minime per gli studenti, in aggiunta a una compensazione per chi ha dovuto indebitarsi da quando il sistema dei prestiti è stato introdotto nel 2015. Questo sistema sarebbe finanziato da una tassa aggiuntiva sui più ricchi del 60%.

Il programma di GroenLinks è leggermente diverso. In aggiunta al finanziamento minimo, tutti i ragazzi di 18 anni dovrebbero ricevere un capitale di 10,000 euro. Il partito pensa che in questo modo, l’ineguaglianza di opportunità diminuirebbe. Anche in questo caso, il programma riceverebbe fondi dalle tasse dei più ricchi.

ChristenUnie vuole una borsa di studio di 500 euro per gli studenti che vivono lontano da casa, a prescindere dal reddito dei genitori.

D66 e SGP non vogliono eliminare il sistema dei prestiti, ma vorrebbero introdurre una soglia più bassa per ricevere finanziamenti aggiuntivi. Gli studenti i cui genitori guadagnano meno di 70 mila euro all’anno, avrebbero adesso a 400 euro supplementari.