Felici da studenti, indebitati fino al collo da adulti

Foto: P. Ruffino

Oltre 15mila ex studenti si trascinano un debito record di 50mila euro e secondo calcoli di RTL, con l’entrata lo scorso settembre, della riforma che abolisce lo studiefinanciering, la situazione economica di coloro che termineranno gli studi è destinata a peggiorare. Con l’addio al finanziamento pubblico, sostituito da un prestito, l’istituto di statistica CBS ha stimato che il debito per studente crescerà da 6mila a 9mila euro a testa.

La riforma passó lo scorso anno con riserve da parte di una fetta consistente del parlamento e proteste da parte delle organizzazioni studentesche; il nuovo sistema, infatti, costringerebbe molti universitari a prendere in prestito somme superiori al necessario, per coprire il fondo non piú erogato dal governo. Secondo l’associazione Nibud, uno studente su 10 approfitterebbe del basso interesse dello 0,12%, con lo scopo di mettere da parte denaro sufficiente da versare come futuro acconto per l’acquisto di una casa; un decimo, invece, penserebbe poco al futuro e approfitterebbe della disponibilità economica del momento, senza preoccuparsi troppo delle conseguenze a lungo termine. Questa situazione, preoccupa tanto le associazioni studentesche quanto lo stesso Nibud, secondo i quali la cultura del prestito che si trasforma in debito, incoraggiata dal governo, rischia di compromettere seriamente il futuro di questa e delle prossime generazioni.

Al momento, sempre secondo RTL, sarebbero 590mila i prestiti studenteschi erogati in Olanda, per un totale di 7,6milioni di euro; il debito medio sarebbe di 12.600e a persona con Amsterdam ed Utrecht in testa. Per quanto riguarda i termini di rientro del prestito, le differenze variano per corso di studio; se i laureati in discipline umanistiche rimangono facilmente indietro per quelli in corsi scientifici ed economici, il saldo avviene in tempi rapidi. Il ministero dell’istruzione ammette di essere a conoscenza della situazione ma minimizza: con il nuovo sistema, sarebbe stato introdotto un meccanismo che consentirebbe allo studente scelte maggiormente informate sul corso scelto, per evitare cosi ritardi nel completamento degli studi (e ritardi, dice il ministero, nella restituzione del prestito).

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