Il viceministro delle Finanze, Erik Wiebes si arrabbia con Financielle Dagblad: il quotidiano di Amsterdam, una delle due testate olandesi insieme al Trouw che ha preso parte al consorzio giornalistico responsabile di di Panama Papers, aveva accusato giovedi le istituzioni olandesi di essere “note” per l’impegno contro la trasparenza nel settore della finanza internazionale. In risposta al quotidiano, Wiebes ha sostenuto che l’impegno olandese è invece volto a garantire il rispetto delle regole ma allo stesso tempo anche gli interessi economici europei e olandesi.

Secondo FD, l’Olanda avrebbe praticato un costante “ostruzionismo” contro le riforme proposte a Brussel, e volte a impedire il proliferare di strutture societarie di comodo create da alcune multinazionali, per aggirare i regimi fiscali  meno favorevoli. Tali osservazioni del giornale sarebbero la conclusione della minuziosa analisi nell’applicazione del Codice di Condotta europeo adottato nel 1998. Secondo Wiebes tale ricostruzione non rispecchierebbe la realtà attuale, essendo l’Olanda – dice il politico – in prima fila nella lotta all’evasione internazionale. Come esempio, il viceministro cita il suo lavoro, svolto insieme al ministro Jeroen Dijsselbloem che si pone l’obiettivo di garantire trasparenza a livello europeo.