Non solo farmaci da banco, il prossimo anno l’Amsterdam University Medical Center creerà le versioni generiche anche di medicinali salva-vita rari e solitamente molto costosi. Una sperimentazione finanziata dai 5 milioni di euro donati dalla VriendenLoterij, ha spiegato alla stampa l’ospedale della Capitale.

L’UMC utilizzerà questo fondo per produrre le “copie” generiche dei cosiddetti “medicinali orfani”. Farmaci curanti malattie rare che colpiscono pochi, ma gravi pazienti. Il denaro servirà inoltre a finanziare la ricerca e la formazione di farmacisti, affinché sul mercato possano giungere medicinali sempre più accessibili.

Solo lo scorso anno, il Medical Center aveva creato un farmaco  generico per la cura del disturbo metabolico ereditario CTX. Il prezzo del medicinale originale era infatti schizzato dai 30mila ai 150mila euro, con conseguente rifiuto delle assicurazioni di coprirne le spese. Una situazione che aveva messo a rischio circa 60 cittadini olandesi affetti da CTX, bambini inclusi. L’alternativa messa il commercio dall’UMC era riuscita a far crollare i prezzi a 20mila euro.

L’obiettivo della sperimentazione è assicurarsi che anche i pazienti affetti da malattie rare possano ricevere “cure efficaci a prezzi socialmente accettabili”, ha spiegato l’ospedale alla stampa. “Vorremmo mappare tutte le farmacie e gli ospedali formandoli alla somministrazione di questi medicinali accessibili”.

Secondo RTL Nieuws i farmacisti che creano le versioni generiche dei farmaci sarebbero un punto dolente per le grandi aziende farmaceutiche americane. La scorsa settimana, in una lettera aperta, queste firme farmaceutiche avevano sollevato critiche contro le politiche olandesi in merito. L’Olanda starebbe infatti ostacolando il loro mercato. In risposta il Ministro alla Sanità Bruno Bruins ha sostenuto che: “fino a quando le aziende farmaceutiche non faranno altro che quintuplicare i prezzi dei propri prodotti, ostacolando l’acquisto di farmaci salva-vita a tutti i pazienti, io non cambierò politica. Il valore di una vita umana non si può calcolare, il nostro budget sanitario sì”.