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Fare la spesa da allergici e intolleranti ad Amsterdam: viaggio tra i supermercati olandesi

Siamo andati "undercover" a cercare prodotti per intolleranti nei supermercati

di Paola Macrì

 

I prodotti “free from” – ossia quei prodotti alimentari che si caratterizzano  per la mancanza di particolari ingredienti, quali glutine, lattosio, uova, frutta secca o lievito stanno assumendo un ruolo strategico nel paniere della spesa delle famiglie. Dopo una perlustrazione di 3 anni fa, siamo ritornati di recente tra gli scaffali dei punti vendita della Grande Distribuzione di Amsterdam, per capire oggi come se la passerebbe nella capitale un cliente con intolleranze.

Nel nostro reportage del 2015, il giudizio finale era stato ben al di sotto il livello della sufficienza: pochi prodotti (e solo per chi aveva un buon budget) e personale poco informato. Questa volta siamo andati “undercover” fingendoci clienti con allergie. Il risultato? Tra approssimazione, scarsa conoscenza dei prodotti (e delle allergie) e stock modesti, abbiamo quasi rischiato un’intossicazione con pennette al farro offerte come prodotto senza glutine.

Albert Heijn, insegna Top player olandese, è la regina assoluta della città. Abbiamo scelto il punto vendita di Weteringschans, a due passi dall’Heineken Experience. Dopo aver richiesto aiuto ad un gentile e smarrito addetto alle vendite, abbiamo deciso di ricercare insieme a lui i prodotti allergy free. All’interno del punto vendita è presente un apposito scaffale: forte focus sul bio, ma non esistono particolari distinzioni tra prodotti gluten free, lactose free. Se non sapete orientarvi da soli, insomma, tanti auguri.

Poteva andare anche peggio da Dirk Van De Broek, insegna diffusa quasi quanto Albert Heijn che sviluppa un’ampia scelta dei prodotti free from. Unico problema: lo staff non lo sa. Provate a chiedere un pacco di spaghetti senza glutine e potreste ricevere, come è successo a nou, un pacco di di pennette al farro. Ironia a parte, questa inconsapevolezza avrebbe potuto concludersi con tragiche conseguenze.

La corona, come tre anni fa, va ancora a Jumbo: l’insegna supera ogni aspettativa, ospitando un elevato numero di referenze suddivise in base alle specifiche intolleranze.

Ma non ci siamo limitati ai supermercati tradizionali e abbiamo voluto sbirciare anche tra gli scaffali di punti vendita rivolti ad un pubblico più esigente (e con maggiore disponibilità economica): da Marqt ad Haarlemmerstraat, si trova un giusto equilibrio tra prezzo e gusto. Il format sviluppa linee di prodotti ad hoc per qualsiasi intolleranza, dal gluten free al lactose free. Peccato la grande confusione assortimentale. Nel display merceologico figurano numerose referenze, ma non è semplice capirne i vantaggi e le differenze.

Situazione totalmente opposta l’abbiamo riscontrata nel supermercato bio per antonomasia: Ecoplaza. Personale abile, competente e molto vicino alla tematica. All’interno del punto vendita figura uno scaffale interamente dedicato al gluten free, in cui si contano circa 70 referenze: dai biscotti farciti alla pasta di mais, dai brownies alle pizze già impastate. Si potrebbe considerare un luogo ideale per fare la spesa (se solo tutti avessero un portafoglio a fisarmonica)

Nel nostro viaggio abbiamo pensato proprio a tutti e abbiamo visitato anche discount; l’esperienza da Lidl però non è stata delle migliori: personale poco istruito, rotture di stock e caos assortimentale.

La conclusione? Poco investimento nella formazione del personale e forse scarsa consapevolezza di quanto sia delicato vendere prodotti per persone con allergie e intolleranze. Quasi tutte le insegne oggetto della nostra indagine hanno un sito web di riferimento: meglio non correre rischi e ordinare online.


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