Disseminati d’odio e razzismo: sono sempre più aggressivi i post di Facebook digitati dalle tastiere olandesi. Stando a una ricerca del Volkskrant ci sarebbe una maggiore percentuale di post contenenti insulti nei Paesi Bassi rispetto a quelli pubblicati nell’Europa meridionale.

La ricerca del giornale si è basata su un’intervista anonima rilasciata da un moderatore del social impiegato nella gestione della rete olandese. L’uomo lo scorso anno lavorava da Berlino e ha riportato i temi ricorrenti in email e documenti interni. Un collega ha poi dato credito alla sua storia. I moderatori Facebook che si occupano della sorveglianza dei post olandesi da Berlino sono una squadra che oscilla dalle cinque alle otto perone.

Ogni giorno la squadra olandese riceve circa 8 mila segnalazioni di post digitati dai Paesi Bassi contenenti discriminazione, razzismo e odio. Scambi di minacce che si intensificano in concomitanza con avvenimenti come la celebrazione di Sinterklaas, elezioni o le manifestazioni del partito anti-islamico PVV. Il moderatore olandese ha confessato al giornale che talvolta ha fatto ricorso a medicinali e alcohol per poter alleviare il carico psicologico causato dai pesanti contenuti letti nei post.

Racconta il Volkskrant che l’anno scorso, quando per un lungo periodo la squadra di moderatori è rimasta senza personale, si sono accumulate innumerevoli segnalazioni, inclusi post menzionanti suicidi e abusi sessuali. In quel caso è stata la squadra greca ad aiutare quella olandese nella gestione degli arretrati virtuali.

Facebook dalla sua sostiene che la diffusione dell’odio sulle piattaforme virtuali è un problema globale. La compagnia si è detta anche preoccupata della salute dei propri moderatori: “Capiamo che questo lavoro può essere spesso difficile”. Ha preso quindi la decisione di ampliare l’assistenza psicologica al personale.