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Expo 2020 a Dubai: il micromondo climatico del padiglione olandese

Annunciato a inizio settimana dal ministero degli affari esteri, il progetto del padiglione olandese sarà un mix tra esercizio architettonico e rigore ecologico

L’Expo 2020 verrà ospitata a Dubai e sarà la prima ad essere organizzata nella regione del Golfo. In occasione del 50esimo anniversario della nascita degli Emirati Arabi Uniti, da ottobre 2020 a aprile 2021 la città emiratina si trasformerà in un campo di esposizione per il mondo. Ogni paese avrà l’occasione di fare sfoggio delle proprie innovazioni e capacità tramite la creazione di un padiglione che si ponga come sintesi di architettura, tecnica, design e identità nazionale.

Speciale occasione costituirà l’esperienza di Dubai per i Paesi Bassi, che con la regione dei Golfo hanno sempre intrattenuto ottimi rapporti economici e sociali.

Lunedì scorso il Ministero degli affari esteri, insieme al consorzio olandese di Dubai e The Netherlands Enterprise Agency, ha rivelato la proposta architettonica per il prossimo padiglione olandese, rigorosamente all’insegna dell’ecosostenibilità.  Il progetto è stato ideato dal consorzio olandese di Dubai – composto da Expomobilia, V8 Architects, Kossmann.dejong e Witteveen+Bos. Insieme, queste organizzazioni costituiscono una grande realtà olandese nella città emiratina, nonché una forte collegamento tra Paesi Bassi e Dubai.

L’edificio che rappresenterà i Paesi Bassi all’expo del 2020 è stato pensato come un sistema climatico a circuito chiuso  che ingloberà i visitatori in un’intensa esperienza sensoriale resa possibile dalla struttura stessa del padiglione: non un edifico nel senso canonico del termine, ma  un vero e proprio ecosistema architettonico costruito con elementi locali ricercati e assemblati dal savoir-faire olandese.

Il padiglione olandese sarà la traduzione fisica del tema prescelto, ovvero ‘acqua, energia e cibo’, che riassume, connettendoli, i punti di forza del paese in materia di energia sostenibile, gestione dell’acqua, agricoltura e circolarità.

Il concept dell’ecosistema a sistema chiuso prenderà vita grazie ai tramite il processo costruttivo del padiglione stesso: per minimizzare l’inquinamento e i costi derivanti dall’inquinamento, l’edificio verrà costruito con materiali rigorosamente locali, restituiti o riciclati una volta che l’Expo sarà terminata. Lo scopo è quello di mantenere l’impronta ecologica del padiglione il minore possibile.

Non solo rigore ecologico ma anche esercizio di stile: costruito tramite l’eccellenza dell’ingegneria civile olandese, il padiglione rappresenterà un incontro tra il rigore architettonico dell’esterno e il lucente design dell’interno,  ispirato al ritmo dei paesaggi olandesi e alle fantasie geometriche tipiche della cultura araba.

Nella calda e afosa dimensione di Dubai, il padiglione olandese rappresenterà un fresco e temporaneo esempio di micromondo climatico.


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