The Netherlands, an outsider's view.

The Netherlands, an outsider's view.

CULTURE

Eugenio Barba e l’Odin Teatret per una nuova libertà

Il festival di teatro ExploreZ ancora in scena fino al 30 settembre



di Giuseppe Menditto

Ancora per pochi giorni sarà possibile partecipare alla terza edizione di het ExploreZ, festival itinerante organizzato da ZID Theater. The New Freedom è il tema di quest’anno: una riflessione sull’arte e sull’impatto creato nella società. “Explorez parla di innovazione, di ricerca e scoperta. E’ un festival in cui cerchiamo di unire arti performative e forza umana” ha affermato la direttrice creativa Karolina Spaić. Ospiti internazionali provenienti da Polonia, Serbia, Grecia e Marocco hanno collaborato con artisti locali: quattro produzioni sono state create proprio per la rassegna. Musica gitana condita nella Balkan Kitchen da un gruppo di musicisti di Anversa. I quesiti di trenta giovani da cinque paesi sulla scelta giusta da fare (Make your choice). Un’esibizione live sulla libertà personale degli Amsterdammers oggi nella performance Lost City. Le sedi principali del festival sono Podium Mozaïek e De Meervaart, ma ExploreZ è un festival diffuso, dal Pakhuis de Zwijger a Rembrandtpark, dal Voedseltuin IJplein al Van Eesterenmuseum.

Per festeggiare il proprio ritorno sui palcoscenici olandesi dopo quasi 20 anni, ospite d’onore della rassegna è stata la compagnia Odin Teatret guidata da Eugenio Barba con la messa in scena dello spettacolo musicale The Great Cities under the Moon al Theatre de Meervaart. 

Il Nordisk Teaterlaboratorium/Odin Teatret, compagnia fondata da Eugenio Barba in Norvegia nel 1964 con giovani rifiutati dalla prestigiosa Oslo Theatre School, è celebre in tutto il mondo con oltre settanta spettacoli, allestiti nelle strade e persino nella giungla, in più di sessanta paesi. L’Odin è un laboratorio collettivo di creazione volto al confronto delle culture e all’interazione con le comunità che lo ospitano.

Il pezzo The Great Cities under the Moon è stato creato dalla collaborazione con i pazienti di un ospedale psichiatrico di Bielefeld in Germania. Lo spettacolo concerto – ispirato al teatro politicamente impegnato di Bertolt Brecht – descrive scene di esilio e abuso.

Un gruppo multietnico quello dell’Odin Teatret Ensamble che, tra poesia, danze e musica, narra la voce della luna che osserva e sorvola le città in fiamme sottostanti, dalle metropoli europee a quelle dell’Asia Minore a Halle, dalla Cina imperiale all’Alabama. La sua voce è beffarda e stupita, indifferente e misericordiosa, fredda e incandescente allo stesso tempo. La sua compassione non conosce malinconia né conforto: un militare in missione di “pace” in Bosnia, Afganistan e in Iraq canta la propria impossibilità di difendere donne picchiate e stuprate in guerra. Una ballata di chitarre, fisarmonica e violino irrompe in una tiepida mattinata di agosto quando le madri sono ancora prese dalla proprie faccende per accorgersi del fischio sordo dell’atomica lanciata su Hiroshima. La danza di un ballerino che si muove leggiadro sulle ceneri di un’ Alabama distrutta rievoca il testo dello stesso Brecht in Alabama Song, resa universalmente nota dalla versione di Jim Morrison e soci:

Oh, moon of Alabama

We now must say goodbye

We’ve lost our good old mama

And must have whisky, oh, you know why

Nonostante l’atrocità dei tempi e dei luoghi evocati, Eugenio Barba ha ricordato come “lo spettacolo sia implosivo: attori seduti per la maggior parte del tempo, poche scene in movimento senza alcuna vitalità, quasi a rilento, come fossero persone che dimostrano come l’essere umano possa essere malvagio e godere della sua malvagità quando l’applica ad un altro animale umano”.






31mag.nl è un progetto indipendente di giornalismo partecipativo.
Raccontiamo gli esteri da locals, non da corrispondenti o inviati.

Diamo il nostro apporto all’innovazione nei media con news,
reportage e video inediti in italiano. Abbiamo un taglio preciso ma obiettivo.

RECHARGE US!