CoverPic@mike winkelmann aka. beeple | Source: behance.net | License: CC 4.0

A un’asta d’arte americana, un documento jpeg è stato venduto per 69,3 milioni di dollari, pari a 57,8 milioni di euro. È la prima volta che un’opera d’arte che esiste solo in digitale genera un tale guadagno.L’opera, Everyday: the first 5000 days, è stata creata da Mike Winkelmann, un artista digitale noto come Beeple. Si tratta di un collage di 5.000 foto che l’artista ha pubblicato online ogni giorno, dal 2007 ad oggi. All’asta di Christie’s, l’opera digitale ha battuto ogni record, superando le offerte per dipinti di pittori famosi come J.M.W. Turner, Georges Seurat e Francisco Goya.

 

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“La vendita del documento digitale è stata emozionante fino all’ultimo minuto”, scrive la casa d’aste su Twitter. Inizialmente, l’opera doveva essere venduta per 30 milioni di dollari, ma per ragioni sconosciute il turno d’asta è stato prolungato di 2 minuti. All’ultimo minuto, 33 offerenti accaniti hanno spinto il prezzo fino a quasi 70 milioni di dollari. Il nuovo proprietario del documento jpeg non è stato reso noto.

Sebbene l’oggetto digitale possa essere copiato o scaricato da chiunque, la vendita di prodotti digitali oggi è resa possibile grazie alla tecnologia blockchain, che consente ad una persona di ricevere una designazione unica e trasferibile come proprietario, attraverso un token non fungibile (NFT), un attributo non scambiabile.

“Per paragonarlo a una collezione d’arte fisica: chiunque può acquistare un poster di Monet, ma solo una persona può avere l’originale”, commenta il sito web di tecnologia The Verge. All’inizio di questa settimana, anche il primo tweet del fondatore di Twitter Jack Dorsey, è stato messo in vendita su un sito di aste.

Il mondo dell’arte ha risposto con sentimenti contrastanti alla vendita: “Da un lato, è emozionante assistere a una svolta storica”, ha detto al New York Times Todd Levin, un consulente d’arte americano, “D’altra parte, la quantità di denaro coinvolta potrebbe distorcere e danneggiare un mercato emergente”. Per la prima volta, la casa d’aste Christie’s, ha messo in vendita un’opera digitale grazie ad un token NFT. La vendita di questo tipo di arte digitale è interessante per le case d’asta perché permette loro di evitare costi di stoccaggio e d’assicurazione. “Non significa che in futuro, dipinti e sculture scompariranno dalle aste”, dice Christie’s.