Il numero di  richieste di eutanasia nei Paesi Bassi è sceso lo scorso anno per la prima volta in 10 anni, ha detto giovedì il comitato di monitoraggio regionale RTE, confermando le cifre pubblicate lo scorso ottobre. 

Il motivo di questo calo non è chiaro. Il ministro della salute Hugo de Jonge ha rivelato ai parlamentari l’anno scorso di aver commissionato una relazione per provare a stabilire cosa fosse cambiato. Gli esiti di tale rapporto sono previsti entro la fine dell’anno.

Alcuni sostengono che i medici siano divenuti più cauti per il numero di casi, di recente, sottoposti al vaglio della magistratura.

Tuttavia, il nuovo rapporto mostra come solo sei dei 6.126 casi registrati lo scorso anno siano stati classificati come problematici e due dei cinque casi riferiti al pubblico ministero siano stati chiusi.

Il dibattito sull’eutanasia si concentra spesso su pazienti con disturbi psichiatrici e persone con demenza grave. In realtà, in oltre il 90% dei casi, i pazienti sono affetti da cancro o altre malattie terminali o non curabili, ha detto il presidente della RTE Jacob Kohnstamm. Dei casi segnalati al comitato lo scorso anno, 146 riguardavano persone con demenza e 67 persone avevano gravi problemi psichiatrici. In 205 casi, i pazienti hanno avuto diversi problemi dovuti all’ invecchiamento.

L’eutanasia è legale nei Paesi Bassi a determinate condizioni. Ad esempio, il paziente deve sopportare un dolore insopportabile e il medico deve essere certo che il paziente stia facendo una scelta consapevole. In genere, viene richiesto anche il parere di un secondo medico.