Martin Bos, consigliere provinciale dello Zeeland per il partito di destra FVD (Forum per la Democrazia), ha utilizzato per due anni i fondi del rimborso spese per finanziare un totale di 117 cene a nome del gruppo in consiglio. Secondo il politico, le cene aziendali sono lo strumento ideale per “scambiarsi idee a vicenda”. L’emittente Omroep Zeeland ha fatto luce sul caso analizzando le sue note spese.
Tramite richieste di accesso agli atti (Woo – Wet Openbare Overheid), l’emittente ha ottenuto le ricevute giustificative presentate. Dai documenti è emerso che il gruppo monocomponente del FVD ha speso, nel 2023 e nel 2024, cifre insolitamente elevate per le “spese di rappresentanza e riunione” se confrontate con gli altri gruppi politici.
Nel 2023, Martin Bos da solo ha speso oltre 1.500 euro in pranzi e cene di lavoro, mentre il partito BBB (Movimento Civico-Contadino), che conta ben nove consiglieri provinciali, ha registrato una nota spese di circa 500 euro.
Nel 2024 il divario si è fatto ancora più eclatante. Bos ha chiesto rimborsi per ben 10.000 euro alla voce spese di rappresentanza. Un altro gruppo composto da un unico esponente, JA21 con Gert Heijkoop, ha speso appena 100 euro nella stessa categoria in tutto l’anno. Nessun altro partito ha sfiorato la cifra di Bos; il BBB è stato quello che si è avvicinato di più spendendo 4.400 euro (ma con nove esponenti).
In linea teorica, i partiti dovrebbero richiedere rimborsi per spese vive legate alla preparazione dei dibattiti, alla gestione del sito web, a corsi di formazione politica o all’affitto di sale riunioni.
Per queste finalità, i gruppi consiliari della provincia dello Zeeland hanno ricevuto nel 2023 una quota fissa di circa 10.000 euro. Nel 2024 la cifra è stata aumentata a oltre 24.000 euro, a cui si aggiunge un ulteriore importo di 5.000 euro per singolo consigliere. Tutte uscite che vanno regolarmente rendicontate.
La commemorazione dell’Olocausto valutata al ristorante greco
Dall’analisi delle ricevute presentate da Bos emerge che l’88,5% delle sue spese di rappresentanza è stato impiegato per mangiare fuori: consegne a domicilio con Thuisbezorgd, McDonald’s o tavolini all’aperto: Bos non si è fatto mancare nulla, attingendo da diversi servizi di catering e ristoranti. Tra i dettagli delle ordinazioni spiccano cosce di rana, caviale e birra.
Sui biglietti di accompagnamento delle ricevute, Bos specificava anche l’ordine del giorno della riunione. Le giustificazioni scritte in cima ai conti rasentano l’ironia: “Discussione sulla problematica dell’azoto”, si legge su uno scontrino in cui il politico ha ordinato un hamburger di Wagyu, straccetti di manzo e costine di maiale.
In un’altra occasione, Bos ha giustificato una cena presso il ristorante greco Onassis a Middelburg come “valutazione della commemorazione dell’Olocausto”. Curiosamente, la commemorazione ufficiale si è tenuta soltanto due giorni dopo la cena.
Bos ha inoltre aggiunto di aver fatto un favore ai contribuenti decidendo di non assumere un assistente per il proprio gruppo politico. Gli altri partiti lo fanno regolarmente, ed è di gran lunga la voce di spesa più onerosa. Alla domanda se consideri moralmente accettabile l’essere andato a cena fuori per ben 117 volte, ha risposto: «Da un punto di vista morale, siamo stati un po’ stupidi ad aver speso così pochi soldi».







