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Esproriare la terra per ridurre l’emissioni? Il Governo ha le sue idee

Le idee portate dal Governo per ridurre l’emissioni di azoto prodotte dall’agricoltura avranno un ampio raggio d’azione. Infatti, i Ministeri delle Finanze e dell’Agricoltura pianificano di comprare i diritti di produzione degli agricoltori e ipotizzano l’espropriazione dei terreni agricoli, come confermato da fonti politiche vicine al Governo dopo un rapporto di NRC.

La redazione del testo fatta dal giornale si basa sui calcoli dell’Agenzia Olandese di Valutazione Ambientale (PBL): l’agenzia ipotizza una serie di scenari dove il piano di acquisto dei diritti di produzione degli agricoltori costerebbe circa 9 miliardi di euro, per arrivare a 17 miliardi se il Governo acquistasse anche la terra. “Tuttavia, in quest’ultima ipotesi, per raggiungere gli obiettivi dell’emissioni di azoto, si sta tenendo in considerazione l’idea di espropriare la terra agli agricoltori“, ha affermato il PBL.

All’inizio di quest’anno è passata in Parlamento, una legge di portata storica sull’azoto e l’ambiente. In vigore dal 1° luglio, stabilisce una serie di obiettivi di sostenibilità a lungo termine, per la riduzione delle emissioni di azoto in Olanda.

Il 2025, 2030 e 2035 sono le date per il raggiungimento di tale scopo.

Fino ad oggi non c’è stata la volontà politica da parte del Governo di affrontare le conseguenze politiche ed elettorali che i possibile espropri potrebbero generare. La decisione finale sui prossimi 15 anni dell’agricoltura olandese e sul futuro del settore, è verosimile pensare che spetterano al nuovo Governo.

I colloqui per la formazione del Governo sono stati lenti, con pochi progressi fatti nei sei mesi dopo le elezioni.

 

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