The Netherlands, an outsider's view.

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PHOTOGRAPHY

Esplorazione e sperimentazione attraverso la macchina fotografica: è il mondo di Studio 3050

Lo Studio 3050 apre le porte al pubblico con la mostra "Unlost": in esposizione gli scatti di Luca Chiapatti, Marco Meazza e Michael Francalanci



Amsterdam accoglie un nuovo studio di fotografia: Studio 3050 inaugura la sua prima mostra in assoluto sabato 14 settembre. Si tratta di quattro amici italiani, provenienti da Milano, Bologna, Firenze e Genova, che condividono la passione della fotografia.

Michelle, Luca, Marco e Micheal si sono conosciuti due anni fa durante il Kingsday ad Amsterdam, e in modo del tutto casuale. Tra chi fotografa per hobby e chi lo fa per professione, i quattro hanno elaborato insieme un progetto che ora vede la luce nell’apertura di Studio 3050.

E’ lo spazio perfetto dove potere sperimentare la propria arte, in cui la fotografia analogica la fa da padrone, e allo stesso tempo viene valorizzato il lavoro di colleghi artisti emergenti. Infatti Studio 3050 e sperimentazione sono due concetti che vanno di pari passo. La loro prima mostra collettiva, Unlost, si concentra proprio su questo: cosa vuol dire sperimentare, e cosa significa curiosità nel mondo della fotografia?

I fotografi

Luca Chiapatti ha conseguito la laurea in fotografia alla Fondazione Studio Marangoni di Firenze nel 2014; oggi, lavora ad Amsterdam. La peculiarità della sua arte consiste appunto nella sperimentazione di varie tecniche e stili. Attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica, può osservare e avere esperienza di quella parte del mondo che di solito sfugge al nostro controllo.

Ed ecco che nei suoi scatti trovano spazio le imperfezioni, gli errori, il caso, rimanendo sempre nell’ambito della quotidianità. Un’attenzione particolare è riservata agli oggetti che sfuggono agli occhi di molti perché privi di utilità pratica; nella fotografia di Luca, sono proprio loro a guadagnare il centro della scena.

La passione per la fotografia di Marco Meazza risale a quando aveva soli 17 anni. Dopo aver lavorato per fotografi di moda come Gianluca Fontana e Paolo Veclani, si è trasferito ad Amsterdam nel 2014. Fotografia documentaristica e ritrattistica sono la sua passione: dietro ogni momento immortalato si nasconde un viaggio di esplorazione, verso il mondo, gli altri e sé stesso. L’obiettivo della macchina fotografica rappresenta per lui l’opportunità perfetta per comprendere e portare alla luce gli angoli più remoti del nostro essere.

Michael Francalanci si è invece avvicinato all’universo della fotografia da autodidatta, durante uno dei suoi viaggi. Proprio in viaggio ha iniziato a scattare le prime immagini, per poi passare alla fotografia analogica solo un anno fa. Ciò che lo affascina di più è il concetto del tempo: gli scatti sono, nella sua opinione, il modo perfetto per catturare un ricordo che altrimenti rischierebbe di scomparire.

E da qui nasce una riflessione più profonda: se il tempo esiste in relazione al passato, la fotografia ci permette di conservare frammenti di tempo, e si fa quindi guardiana del tempo stesso. Le immagine in esposizione ad Unlost sono surreali, sfuggenti e indefinite di proposito: scattate durante i viaggi di Micheal in Georgia, Portogallo e Germania, sono una rappresentazione esemplare (e simbolica) della fugacità del tempo.






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