The Netherlands, an outsider's view.

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Esperto al Trouw: dialogo con i boeren e repressione con Greenpeace, la polizia ha usato due pesi e due misure



Ieri, in almeno quaranta luoghi in giro per il paese, si sono verificati blocchi dirompenti di agricoltori e costruttori, scrive il quotidiano Trouw. La polizia non ha, praticamente, punito le azioni nonostante i blocchi siano -tecnicamente- reati, dice al giornale Jan Brouwer, professore di scienze giuridiche all’Università di Groningen.

Brouwer dubita che le azioni siano coperte dal diritto di manifestare perchè nessuno ha chiesto autorizzazioni alle autorità, spiega il docente che paragona le azioni dei boeren con quelle di segno opposto, portate avanti dagli ambientalisti a Schiphol: in quel caso, nonostante gli attivisti di Greenpeace non abbiano bloccato nulla, le forze dell’ordine sono intervenute con molta più durezza. I due pesi e due misure, crede ancora il docente, sarebbero dovute alle dimensioni della protesta e alla difficoltà oggettiva degli agenti di fermare tutte le azioni che hanno avuto luogo in diverse zone del paese.

Se la politie ha “trattato” con i boeren, non altrettanto è avvenuto con Greenpeace: gli ambientalisti sono stati portati via con la forza e tratti in arresto mentre, nel caso degli agricoltori, è stata elevata solo qualche contravvenzione. Inoltre, dice Brouwer, “quei manifestanti non hanno bloccato lo spazio pubblico e la loro causa era nell’interesse generale “.

Gli agricoltori e gli edili, al contrario, hanno causato disagi a tutti per la difesa di interessi individuali, causando disagi a tutti e la loro azione non è stato un caso singolo ma ripetuto in diverse occasioni.

Secondo il docente la linea “morbida” con gli agricoltori non è necessariamente un fatto negativo: la mediazione ha evitato disagi ulteriori e consentito di togliere i blocchi. Ma perchè, conclude Brouwer, con loro si e con gli altri no?