Le misure regionali non basteranno a prevenire una seconda ondata di coronavirus, per questo è necessario un piano a livello nazionale, riporta AD. La situazione è preoccupante in più della metà dei Paesi Bassi, secondo gli esperti.

Sono tre i gradi con cui il governo definisce la gravità della situazione nelle varie regioni di sicurezza. Martedì, il primo ministro Rutte ha comunicato che altre otto regioni di sicurezza sono passate dal livello 1 al livello 2. Secondo alucne fonti, queste regioni sarebbero Brabant-Noord, Brabant-Zuidoost, Gelderland-Zuid, Groningen, Zuid-Holland-Zuid, Gooi en Vechtstreek, Zaanstreek-Waterland e Flevoland. Ciò significa che ora sono 14 su 25 le regioni di sicurezza dei Paesi Bassi in cui il livello di allarme è preoccupante.

“Non si può risolvere il problema con le misure regionali. Ci sono troppi contatti perché siano efficaci. La gente viaggia molto da una regione all’altra”, ha detto ad AD l’epidemiologo Hans Heeseterbeek dell’Università di Utrecht. Secondo Heeseterbeek, l’unica cosa che può impedire un secondo lockdown è un cambiamento radicale nel comportamento dei cittadini. “Se ci atteniamo alle regole basilari, eviteremo che il governo debba fare altri interventi”, ha detto.

Anche Bart Berden, direttore dell’ospedale Elisabeth Tweesteden di Tilburg, pensa che le misure nazionali siano l’unico modo per invertire la tendenza. L’ospedale di Tilburg non si trova in una regione destinata a passare al livello 2. “Ma stiamo già ospitando pazienti del Randstad”, ha detto Berden, “di conseguenza, ci sono più letti occupati. Non è quindi logico che le misure nella nostra regione siano più flessibili rispetto al resto dei Paesi Bassi”.

Il numero di contagi nel Paese sta aumentando in modo allarmante. L’istituto di sanità pubblica RIVM ha registrato 2.364 nuove infezioni mercoledì 23 settembre. La scorsa settimana 13.471 persone sono risultate positive al Covid-19, con un aumento del 62% rispetto alla settimana precedente.