Il Consiglio di Stato ha colpito duramente  un importante pilastro della politica di CO2 del governo, dichiarando illegittima un’esenzione prevista dalla legge per consentire a certe condizioni di scavalcare il blocco all’edificazione imposto dalle ultime sentenze sulle emissioni di monossido di azoto, dice NOS.

La Commissione ha stabilito che l’azoto rilasciato durante la quantità di monossido emesso durante la costruzione dei progetti non può essere ignorato. Questo pone fine, quindi, alla cosiddetta esenzione edilizia.

Da ora in poi sarà necessario verificare in anticipo per ogni progetto quanto azoto viene rilasciato durante la costruzione comporterà notevoli ritardi. Tali calcoli richiedono mesi e mancano esperti in grado di preparare questo tipo di rapporti.

Il Consiglio di Stato si è pronunciato in un caso sul megaprogetto Porthos, ossia la realizzazione di un deposito di stoccaggio per le emissioni inquinanti al porto di Rotterdam: questi significa che la CO2 delle aziende del porto di Rotterdam deve essere immagazzinata in giacimenti di gas vuoti sotto il fondale marino. La procedura è stata avviata dall’organizzazione ambientalista MOB, che si impegna a preservare la biodiversità.

L’esenzione è stata una sorta di escamotage  per porre fine allo stallo creato dal verdetto che tre anni fa aveva di fatto obbligato lo stop alla costruzione di nuovi edifici.

Per rilanciare il settore, il governo aveva introdotto l’esenzione edilizia nel luglio 2021 è in base a questa non era più necessario indagare sulla quantità di inquinanti liberati dalla costruzione o dalla demolizione di un progetto.

Questo pronunciamento avrà un impatto significativo per i futuri progetti di costruzione e non solo per strade, fabbriche o fattorie.

La sentenza potrebbe, paradossalmente, portare anche a un ritardo nei progetti di sostenibilità, come un parco eolico, aveva avvertito mesi fa il ministro per il Clima e l’Energia Jetten, dice NOS.