I servizi di emergenza olandesi sono sempre riusciti ad organizzarsi in modo tale da evitare che il numero di emergenza 1-1-2 non fosse mai completamente irraggiungibile. Sempre, ad eccezione di lunedì scorso.

Il ministro della Giustizia e Sicurezza Ferdinand Grapperhaus ha scritto in una lettera al parlamento che per la polizia una situazione del genere era quasi inimmaginabile. Sfortunatamente, da quanto riporta l’emittente olandese NOS, l’inimmaginabile è successo e durante l’interruzione dei servizi ci sono state ben tre vittime, una delle quali morta a L’Aia per arresto cardiaco. Sempre secondo il giornale, in questo caso i servizi di emergenza avrebbero impiegato più tempo del solito per raggiungere il luogo interessato.

Da quanto ha dichiarato Grapperhaus, si pensava che i sistemi KPN fossero strutturati abbastanza bene da rendere altamente improbabile la possibilità di una completa interruzione del servizio. Teoricamente il numero di servizio di polizia generale dovrebbe essere sempre disponibile, anche durante un’interruzione. Questo però non è stato il caso di lunedì scorso, in cui né il numero della polizia né tantomeno gli altri numeri regionali e nazionali erano disponibili. Dopo l’accaduto, Grapperhaus ha ordinato di regolare un nuovo piano d’emergenza efficace anche nel caso questo scenario si ripresenti.

Sempre in linea con le dichiarazioni del ministro, le forze dell’ordine si trovano spesso di fronte ad altre tipologie di malfunzionamento dei servizi. Le più comuni sono l’inaccessibilità o l’eccessivo affollamento di una o più sale operative.

Le conseguenze dell’interruzione

Durante l’interruzione dello scorso 24 giugno i servizi sono stati irraggiungibili per più di tre ore. In quell’arco di tempo sono morte un totale di tre persone: una a L’Aia, una a Breda e una a Twente. Nessuna di loro è riuscita a contattare i principali numeri di polizia e di soccorso. Il servizio di ambulanza regionale di Haaglanden, lo stesso che ha riportato la morte dell’Aia all’Ispettorato sanitario, non ha voluto fornire alcun ulteriore dettaglio sulla vittima per ragioni di privacy.

In tutti e tre i casi, i servizi di emergenza hanno sottolineato che non è chiaro se le vittime siano morte come risultato diretto dell’interruzione. Non è infatti stato reso noto se queste sarebbero sopravvissute nel caso i soccorsi fossero arrivati prima.

Il servizio di ambulanza di Amsterdam sta indagando anche sulle dinamiche di un incidente in cui “c’è stato un serio ritardo nel fornire assistenza”. In questo incidente il paziente non è morto, ma ha subito danni fisici.

Grapperhaus sta collaborando con gli uffici di sicurezza per indagare su come i servizi di emergenza hanno reagito all’interruzione. Anche l‘Ispettorato di giustizia e sicurezza e l’Ispettorato sanitario stanno effettuano i loro controlli sul caso.

Finora la causa dell’accaduto è ancora sconosciuta, e KPN ha detto che sicuramente non è stato per mano di un hacker. L’interruzione ha infatti colpito i sistemi della compagnia di telecomunicazioni, non il sistema dell’1-1-2. KPN ha anche messo a disposizione un modulo di reclamo online per tutti i clienti che hanno subito dei disagi correlati all’assenza dei servizi.