Dopo l’aggressione di alcuni cittadini locali a danno di una famiglia di rifugiati siriani, il commento del sindaco di Enschede non si è fatto attendere. L’attacco, infatti, va inteso come “disonore” e perseguire i colpevoli è ora un obiettivo primario.

Non si conoscono bene le circostanze dell’aggressione, ma sembra che la causa sia legata ad una discussione tra bambini del quartiere. Nonostante sia avvenuta la settimana scorsa, la conferma ufficiale è arrivata solo ora, stando a quanto riferito da RTV Oost.

I rapporti dipingono una scena raccapricciante: dopo aver fatto irruzione nella casa della famiglia, alcune persone hanno trascinato fuori i genitori e li hanno picchiati, provocando loro gravi ferite.

Il sindaco Onno Veldhuizen ha confermato l’attacco a una riunione del consiglio comunale lunedì, affermando che “nessuno ha il diritto di giocare a fare il giudice”. La polizia e il consiglio locale, invece, non hanno rilasciato alcun commento sull’incidente. Nel tentativo di trovare una giustificazione, hanno sottolineato la difficoltà di comprendere cosa fosse successo veramente.

“La gente è rimasta in silenzio. A volte per paura, a volte per vergogna e a volte perché condivideva il comportamento”, ha detto Van Veldhuizen.

La famiglia si era trasferita temporaneamente nella zona di Dolphia a Enschede quattro mesi fa. Solo ora è arrivata l’offerta di una sistemazione in un’altra località, con la speranza di maggiore sicurezza.

Secondo Van Veldhuizen, il dramma dell’aggressione non riguarda solo il danno fisico subito dalle vittime. La famiglia ha sofferto emotivamente: ” Questo non è l’esempio che vogliamo dare per i nostri figli “, ha detto il sindaco.

Non si tratta del primo caso. Proprio Dolphia è stata teatro di una protesta contro un centro per rifugiati quattro anni fa.