The Netherlands, an outsider's view.

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Enrico Baj, Play as Protest. La memoria di Pinelli rivive in un museo di Amstelveen

Impegno civile e produzione artistica, protesta e creatività, anarchia delle idee e del gesto: l'opera di Enrico Baj è rude e poetica allo stesso tempo



di Paola Pirovano

 

“(…) una caduta culturale, il degrado di un sistema, vuoi di sviluppo, vuoi politico” : ecco le parole dell’artista milanese Enrico Baj  per descrivere le sue scelte formali per l’opera Funerali dell’anarchico Pinelli del 1972, all’epoca censurata in Italia, e ora esposta al CoBrA Museum a Amstelveen nell’ambito della mostra Enrico Baj, Play as Protest.

Impegno civile e produzione artistica, protesta e creatività, anarchia delle idee e del gesto: l’opera di Enrico Baj è rude e poetica allo stesso tempo, con una forte connotazione umoristica che si attacca alle inquietudini della sua epoca, dalla bomba atomica alla violenza degli anni di piombo.

Il CoBrA Museum ritorna su quest’artista prolifico, con una mostra che abbraccia la produzione dagli anni 50 ai 70 attraverso un centinaio di opere.

Pur non avendovi  mai fatto parte, Baj è molto vicino al movimento CoBrA, sia stilisticamente, con il suo gesto libero da ogni convenzione, la fascinazione per il primitivo, l’assemblaggio di oggetti ordinari, che a livello personale – stringerà un’amicizia sincera con Asger Jorn, uno dei fondatori.

Le sue prime opere, negli anni 50, derivavano direttamente dal trauma della bomba atomica: Baj è uno dei promotori a Milano del Movimento Nucleare, all’insegna di una pittura libera da ogni accademismo, che si esprime attraverso la disintegrazione della forma. Per lui è anche un gesto politico, un modo di marcare un’appartenenza alla società, in un misto di angoscia e speranza.

Questo legame con la contemporaneità segna tutta la sua produzione, dalla serie dei Generali dei primi anni 60, che mischiano pittura su tela, cinture e medaglie in un’assurda parodia della guerra e del potere, alle opere fatte di Lego e Meccano, un modo ludico per riflettere sull’uso improprio della tecnologia.

Ma il suo manifesto politico è sicuramente l’opera monumentale Funerali dell’anarchico Pinelli, che si sviluppa come un grande affresco tridimensionale di quasi 4 metri x 12. Citando esplicitamente l’opera di Guernica, realizzata da Picasso nel 1937, Baj interpreta un fatto di cronaca, descrivendone la follia, la violenza, la rabbia, il dolore in un gruppo di personaggi grotteschi intagliati nel legno e materiale di recupero.

Le vicissitudini dell’opera sono significative: l’esposizione al pubblico era prevista per il 17 maggio 1972, giorno in cui fu ucciso il commissario Luigi Calabresi. Censurata dalle autorità italiane per problemi di ordine pubblico, l’installazione sarà esposta a Rotterdam l’anno dopo per poi tornare a Palazzo Reale a Milano solo nel 2012.



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