Oltre il 50% delle emissioni di biossido di carbonio nei Paesi Bassi provengono da dieci aziende, riporta NOS. La lista include cinque centrali elettriche a carbone tra cui la Tata Steel a Ijmuiden, il campus Chemelot Chemicals a Limburg, la compagnia di prodotti chimici Zeeland con sede a Yara e le attività di raffinazione olandese di Shell.

Le cifre sono state richieste dalla testata NOS e provengono dall’autorità sulle emissioni. “Il potenziale inquinante di queste dieci aziende è tre volte quello prodotto da tutte le abitazioni olandesi messe insieme”riporta NOS. “Inoltre, le loro emissioni totali non sono scese negli ultimi cinque anni ma sono aumentate.” L’amministratore delegato Theo Henrar della Tata Steel Nederland riferisce all’emittente che la posizione dell’azienda all’interno della lista non è una cosa di cui andare fieri ma, “stiamo lavorando duramente per diventare più eco-sostenibili.” L’azienda ambisce a diminuire le emissioni di biossido di carbonio di 5 mila tonnellate entro il 2030.

Le previsioni attuali suggeriscono che i Paesi Bassi sono sulla buona strada per ridurre le emissioni di CO2 del 23% dei livelli del 1990 entro il 2020, al di sotto degli accordi internazionali. Tra le possibili soluzioni c’è la chiusura delle centrali elettriche a carbone prima del previsto. La chiusura di tutte e cinque le aziende è pianificata entro il 2030.