Photo Credit: Paolo Ruffino

Sebbene l’anno accademico olandese sia già iniziato, centinaia di studenti internazionali continuano a non trovare un’abitazione, dice il sindacato degli studenti LSvb.

Alcuni adottano soluzioni di ripiego, come dormire in ostelli, campeggi o addirittura in auto, secondo quanto riporta l’ LSvb all’agenzia ANP.

“Le Università si sono prese la responsabilità di immatricolare quegli studenti e ora devono farsi carico di trovare loro una sistemazione”, dice il presidente di LSvb Tariq Sewbaransingh.

Secondo un’inchiesta del quotidiano Volkskrant la situazione sarebbe ben oltre l’emergenza: alcuni studenti sarebbero alloggiati in Airbnb, hotel o addirittura campeggi. Il giornale racconta del caso di una studentessa francese che dopo un mese di hotel ha preferito rinunciare all’università ad Amsterdam e tornare a casa.

A Groningen, il comune ha offerto un alloggio temporaneo presso un centro per richiedenti asilo in disuso soluzione che non a tutti è piaciuta: al quotidiano Volkskrant sono arrivate mail di protesta da parte di studenti internazionali che lamentano l’inadeguatezza della soluzione. “Non sono venuto nei Paesi Bassi per dormire in un campo profughi”, avrebbe protestato uno studente americano.

Oltre alla scarsità di alloggi, gli studenti internazionali denunciano “discriminazione” da parte dei colleghi olandesi: se è vero che questi ultimi hanno comunque l’opzione del pendolarismo tra casa di famiglia e gli atenei, questa possibilità è preclusa a chi viene dall’estero. Tuttavia è frequente trovare annunci “no internationals”.