È l’inizio del nuovo anno accademico e il mercato degli alloggi per studenti sembra un fortino inespugnabile. Ma esisterà un modo per trovare pochi m2 ad Amsterdam è dedicarsi così allo studio?

Il settimanale dell’università di Amsterdam Folia, racconta la storia di quattro studenti che hanno trovato casa nella capitale in meno di un mese.

Un miracolo? Hanno risorse che altri non hanno? Sono ricchi sfondati? Stando a quanto racconta la rivista, è difficile immaginare che le storie raccontate possano diventare un trend.

Qualcuno ha trovato una soluzione mescolando volontariato e alloggio studentesco, qualcun altro ha utilizzato il suo network personale della capitale, altri  devono dire grazie alla militanza in un partito e altri ancora hanno fatto degli investimenti  (probabilmente le famiglie); soluzioni che sicuramente avvantaggiano gli studenti olandesi ma che lasciano al palo molti degli stranieri.

“Il mio lavoro è imparare a gestire le delusioni”, così dice  Job Vermaas, membro del consiglio per l’edilizia abitativa del sindacato studentesco Asva a Folia. E ammette queste storie sono davvero delle eccezioni.

“Gli studenti olandesi hanno un grande vantaggio, vale a dire che conoscono in una certa misura la città e talvolta hanno una rete lì, il che rende più facile per loro trovare una stanza”.

Il primo consiglio di Job Vermaas per la ricerca di una stanza è quello di registrarsi su Woningnet ma avverte di tenere d’occhio il mercato privato. “Esiste un sistema a punti che determina il costo massimo di una stanza di un certo numero di metri quadrati. Tuttavia, alcuni proprietari fanno pagare troppo. Se l’affitto è eccessivo, puoi bussare alla porta dello studio legale gratuito di Asva e ti aiuteremo”, dice a Folia.

“Se proprio non riesci a trovare una stanza, puoi anche dare un’occhiata agli alloggi temporanei negli Hotel per studenti. È costoso e spesso devi andartene in estate.»

Rimangono poi: l’antikraak, ossia l’affitto temporaneo di edifici abbandonati (ma con pochi diritti e pochissima stabilità) è infine l’occupazione: illegale ma non impossibile, dice Vermaas.