Idea per contrastare l’emergenza abitativa? Secondo l’associazione Platform 31, si potrebbero prevedere più persone per m2, in un paese dove solo una persona vive nel 40% delle case e questa percentuale non è mai stata così alta. Ad esempio, rimuovendo gli ostacoli alla condivizione degli immobili.

Nei Paesi Bassi c’è una media di 65m2 quadrati di superficie abitabile a persona, più che mai e anche più che nei paesi vicini: in Germania è una media di 47 m2 a persona, nelle Fiandre 47m2 in case unifamiliari e 43m2 in appartamenti, dice NOS citando l’associazione Platform31. Secondo gli esperti,  molte case  si potrebbero adattare a più persone. In media, in Olanda, in una casa vivono solo poco più di due persone. Negli anni ’70 erano più di tre.

Quei 65 metri quadrati di spazio abitativo a persona sono ovviamente una media, avverte NOS: “Intere famiglie abitano su 50 mq, ma anche singoli ‘occupano’ un immobile, in teoria, adatto per più persone. Per molti avere tanto spazio è una scelta consapevole. “Le case sono spesso utilizzate in modo molto poco efficiente. La convivenza dovrebbe pagare di più”, afferma Frank Wassenberg di Platform31. “Più persone possono trasferirsi nelle case esistenti, meno devi costruire”.

Ostacoli burocratici in primis: molti comuni vietano, se non a certe condizioni, di condividere casa e le banche non lo consentono a chi ha ottenuto un mutuo. Inoltre, il sistema dei sussidi non agevola chi vuole lasciare la casa popolare e, magari, condividerne un’altra con il partner o con una o un conoscente per pagare meno.

E così ci sono tante idee per portare più persone in una casa, dice NOS: spesso devi aspettare anni per una casa popolare ma per incoraggiare più persone a convivere, si può, ad esempio, creare una corsia preferenziale cumulando i tempi di attesa delle persone in lista se iniziano ad affittare insieme.

A Den Bosch stanno tentando qualcosa di simile già dal 2019: gli immobili sono adatti a più persone che non si conoscono. Un’altra ipotesi è quella di offrire un “paracadute” a chi decide di iniziare una convivenza, lasciando il suo immobile sociale: molte o molti preferiscono tenere “due case” per vedere come va. E una delle due, potrebbe andare a chi ne ha bisogno. Una soluzione è quella di consentire a chi lascia una casa per iniziare una convivenza in un altro posto un “buffer”, ossia un tempo per poter tornare indietro se le cose non dovessero funzionare.

I comuni, inoltre, stanno mettendo ogni tipo di ostacolo alla condivisione:  gli appartamenti con molti, spesso giovani, insieme possono causare disagi in un quartiere. I comuni temono anche che i proprietari  decidano sempre più di affittare camere per guadagnare di più.  Secondo Platform 31, si tratta di timori ingiustificati e di un ostruzionismo che limita la possibilità di una soluzione praticabile come la condivisione.

Platform31 stima che la carenza di alloggi possa essere ridotta di circa 15.000 abitazioni all’anno utilizzando maggiormente le abitazioni esistenti. Quella carenza è ora di circa 279.000 case, quindi sarebbe giusto un aiuto.