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Il direttore esecutivo dell’Agenzia europea dei medicinali, l’italiano Guido Rasi, ha dichiarato in una nota che la sua organizzazione non ha avuto scelta per il post Brexit, se non accettare i locali temporanei che Amsterdam metterà a disposizione in attesa della costruzione della sede definitiva.

“Ma non si tratta di una scelta ottimale”, avrebbe detto il direttore sostenendo che lo spazio temporaneo offerto dalla capitale olandese è la metà di quello attualmente occupato dall’Agenzia a Londra.

“Il trasferimento fisico di EMA in un nuovo paese è la più grande sfida che l’agenzia abbia dovuto affrontare dalla sua fondazione”, ha affermato Rasi secondo Reuters.

Il ministero della salute olandese ha specificato in una dichiarazione che l’EMA occuperà l’edificio “Spark” ad Amsterdam West, dice ancora Reuters, in vista della costruzione della sede definitiva a sud di Amsterdam a partire dal 2020.

Le dichiarazioni sono state raccolte immediatamente dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e dalle più alte cariche dello Stato, incluso il premier Gentiloni, per tentare di ribaltare il risultato che ha visto Amsterdam prevalere sull’opzione di Milano.

“Amsterdam non è pronta per accogliere l’EMA e il governo deve muoversi in fretta per ripresentare la candidatura di Milano”, ha detto la presidente della Camera Laura Bordini all’Ansa.

La questione è tornata alla ribalta nel pomeriggio, dopo che le autorità olandesi hanno ammesso che la sede definitiva sarà pronta solo 9 mesi dopo la Brexit e non un mese dopo come annunciato all’atto della vittoria del bando.