Il reverendo Jesse Jackson, considerato uno dei più noti leader americani per i diritti civili, ha scritto una lettera al primo ministro Mark Rutte, invitandolo ad intervenire su Zwarte Piet e chiedendo lui di eliminare dalle celebrazioni la figura del controverso aiutante di Sinterklaas. Jackson ha definito Zwarte Piet un “rottame del colonialismo”

Secondo Jackson, Zwarte Piet è un “rottame razzista del colonialismo, che non può essere separato dalla tradizione del blackface negli Stati Uniti.” All’inizio di giugno, tra massicce proteste globali contro il razzismo e la brutalità della polizia provocata dall’arresto di George Floyd negli Stati Uniti, Rutte ha affermato di aver cambiato idea su Zwarte Piet: pur sostenendo che non si tratta di una tradizione razzista ha ammesso di essere preoccupato per i molti che si sentono offesi dalla blackface olandese.

Nella sua lettera, Jackson ha affermato di aver preso atto del cambiamento di rotta di Rutte e di avergli scritto nella speranza faccia un passo oltre e ponga fine alla tradizione razzista. Il reverendo avrebbe scritto: “a volte è più importante “fare ciò che è giusto”.

Secondo Jackson, Zwarte Piet non può essere separato dalla storia di apartheid della Chiesa riformata olandese in Sudafrica. O dalla tradizione della blackface negli USA.

La lettera è stata consegnata a Rutte attraverso l’ambasciata olandese a Washington.