La campagna elettorale è agli sgoccioli: solo due giorni e poi mercoledì 18 gli elettori olandesi dovranno rinnovare i membri dei consigli delle dodici province, ma non solo. Nelle settimane successive, infatti, gli eletti sceglieranno anche i 75 che occuperanno i posti disponibili nel Senato olandese. Una data importante, quindi, anche per il secondo governo Rutte che si presenta alle urne dopo le dimissioni del ministro della giustizia Ivo Opstelten. Una perdita eccellente che, però, non sembra aver scosso profondamente gli elettori olandesi. Secondo l’ultimissimo sondaggio Peilingwijzer, che mette insieme i risultati delle altre quattro indagini elettorali più riconosciute , anzi,  il VVD, il partito liberale del primo ministro Rutte , si riprende e conserva la maggioranza dei suffragi, attestandosi al 16%. Fortemente penalizzato risulta, invece, il PvdA, l’altro partner del governo di larghe intese, che persiste nella sua spirale negativa con il rischio di superare appena il 10% dei suffragi.  I suoi elettori, delusi dai magri risultati della coabitazione al governo con i liberali, potrebbero migrare o a sinistra, votando il PS, stimato, in leggera crescita, intorno al 12%, o al centro verso i radical-liberali del D66, stabili sul 15%. Infine il PVV, la forza populista, guidata da Wilders, che viaggia sulla stessa onda, raccogliendo il consenso del 15% dei potenziali elettori. Un dato di tutto rispetto ma in calo rispetto alle settimane scorse, in cui i vari Peilingwijzer  lo avevano sempre accreditato come primo partito con quasi un quinto degli elettori al suo seguito. Ancora due giorni e poi saranno le urne stesse a dissipare ogni dubbio.