di Chiara Cogliati

La figlia d’arte

Lilian Marijnissen è leader del partito socialista SP e membro della Seconda Camera dal 2017. Ha studiato Scienze Politiche all’Università Radboud di Nijmegen e all’Università di Amsterdam. Quando si è candidata a Oss per le comunali, ha fatto il pieno di preferenze ma non è stata eletta perché non aveva ancora compiuto diciott’anni. È stata consigliera comunale a Oss dal 2003 al 2016, come sua madre prima di lei. Ha lavorato alla Dutch Trade Union Abvakabo FNV. È figlia di Jan Marjnissen, politico e in precedenza leader dello stesso partito. Campeggia sui cartelloni elettorali in compagnia del papà fin dal lontano 1989.

Il Justin Trudeau d’Europa

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Jesse Klaver è leader del GroenLinks dal 2015. Nato nel 1986 da padre marocchino e madre di origini olandesi-indonesiane, è sbarcato in politica giovanissimo e sempre con risultati importanti, ricoprendo incarichi come dirigente di partito. Dal 2006 al 2009 è stato leader del DWARS, le giovanili dei rosso-verdi, e dal 2009 dell’Unione dei giovani della Confederazione dei sindacati cristiani. Nelle elezioni del 2017 è stato definito il Justin Trudeau d’Europa. 

Il falco d’Olanda

Wokpe Hoekstra è esponente del partito centrista CDA (Cristiano Democratico) e ministro delle finanze dal 2017. Ha studiato  diritto e politiche internazionali a Roma. Dopo gli studi, ha lavorato come consulente della multinazionale Mckinsey. Di recente è stato soprannominato “falco olandese del rigore” per il suo “no” agli eurobond proposti dall’Italia e per aver chiesto un’indagine su quei Paesi che non hanno abbastanza risorse per far fronte alla crisi indetta dalla pandemia.

She decides

Lilianne Ploumen è leader del partito laburista PvdA e membro del Parlamento dal 2011. È stata ministra per il commercio estero e la cooperazione allo sviluppo. È nota per il suo passato da attivista per la giustizia fiscale e per i diritti delle donne in tutto il mondo, soprattutto per il lancio della campagna “SheDecides”, in risposta al Global Gag Rule voluto da Trump. 

La Boldrini olandese

Sigrid Kaag è esponente del partito D66 e attualmente ministra del commercio estero e della cooperazione allo sviluppo. La Laura Boldrini olandese ha un passato come diplomatica presso le Nazioni Unite dove ha ricoperto prestigiosi incarichi. Ha maturato così una grande esperienza negli affari politici, umanitari e di sviluppo, così come nelle questioni relative ai rifugiati e alla migrazione. 

L’immor(t)ale

Mark Rutte è leader del partito liberal-conservatore (VVD) e Primo Ministro dal 2010. La gestione della pandemia gli ha guadagnato consensi mai visti prima, nonostante lo scandalo per cui si è dimesso. Più volte dichiarato “politicamente morto”, è sempre riuscito a rimanere a galla, appoggiato dalle multinazionali e dall’economia dei grandi numeri per cui la simpatia è ricambiata. E’ stato il primo premier VVD e potrebbe diventare il più longevo primo ministro d’Olanda 

 

L’outsider

Sylvana Simons è la fondatrice del partito Artikel 1, poi diventato BIJ1. Originaria del Suriname, ex colonia olandese del Sud America, ha lavorato in televisione e in radio. È attiva contro le discriminazioni di genere e delle minoranze etniche in Olanda, avendole sperimentate sulla propria pelle. Promuove così un femminismo multietnico. Il nome “Artikel 1” fa riferimento al primo articolo della costituzione olandese, secondo cui i cittadini hanno pari diritti. Dopo una causa in tribunale, tuttavia, il nome del partito è diventato BIJ1. Nel 2018, il suo partito ha vinto un seggio nel consiglio comunale di Amsterdam.