The Netherlands, an outsider's view.

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ELEZIONI COMITES L’Italia d’Olanda va al voto “alla cinese”: corre una sola lista. Voltiamopagina: “Regole assurde ma non è colpa nostra. Il comites una lobby? Facciamo volontariato”



Elezioni bulgare (pre ’89) o cinesi, fate un pò voi: comunque la mettiate questo è l’esito del voto per il Comites in Olanda. Si vota oggi ma noi sappiamo già chi vince: la lista “Voltiamo pagina” e vi diciamo inoltre che farà il pieno di seggi (12). Risultato clamoroso,  peccato solo sia l’unica in corsa. Un esito paradossale quello del rinnovo dei Consigli degli italiani all’estero, rieletti oggi dopo 10 anni: il comitato uscente, infatti, era in carica dal 2005  nonostante la legge prescriva elezioni ogni quinquennio. Come è stato possibile? Miracolo della burocrazia italiana, scarsa attenzione ad un ente che i pochi a conoscerne  l’esistenza, ritengono un inutile fardello e regole surreali, che approvate di recente con il nobile intento di allargare la partecipazione democratica alla platea della “nuova emigrazione”, non hanno però prodotto grandi risultati: pare abbia votato appena il 6% degli aventi diritto. Se pensate che il costo per la tornata è stato di 9 milioni di euro, si capisce la misura della catastrofe.

Ma cosa sono i Comites? Secondo la normativa del 2003 ” i Comites sono organi di rappresentanza degli italiani all’estero nei rapporti con le rappresentanze diplomatico-consolari.” Rapporti che per il 99% degli italiani residenti in Europa, si limitano al rinnovo del passaporto. Per capirci qualcosa in più, diamo uno sguardo ai verbali delle sedute del Comites Olanda: il consiglio si riunirebbe 4/5 volte l’anno di media ma oltre ad approvarevi  i bilanci (i suoi), i verbali delle sedute precedenti e rivolgere qualche saluto alle autorità italiane in terra d’Olanda non sembra faccia molto altro. Neanche sbarazzarsi dell’arredamento della vecchia sede: tra il 2013 ed il 2014 avrebbe impiegato una sessione per decidere all’unanimità di disfarsene e quella successiva per cambiare idea. Un caso di democrazia bipolare. Una decisione che secondo il verbale redatto dallo stesso Comites, avrebbe fatto risparmiare 100 euro di deposito al mese ribaltata solo la seduta successiva, sempre all’unanimità: “prima di prendere una decisione si può attendere ancora per circa sei mesi in attesa, appunto, delle elezioni” si legge. Solo che di mesi ne sono passanti ora 14 e del mobilio non si sa più nulla: presumibilmente è ancora nel deposito, sempre a 100 euro al mese. A chi parla di enti inutili e spedaccioni, insomma, non si può dare poi cosi torto.

Ma non tutti la pensano cosi. “Il Comites dovrebbero informare gli italiani residenti nel Paese estero su ciò che accade intorno a loro, organizzare eventi, lavorare sulla coesione sociale della comunità. E cercare di dare una mano a chi è appena arrivato”, dice Luigi Barone, numero 2 di Voltiamo pagina. Le polemiche su questa tornata elettorale all’estero e la partecipazione quasi nulla dei cittadini  (si parla, per i Paesi Bassi di non più di 300 votanti sugli oltre 35mila italiani iscritti all’AIRE) rischiano di togliere anche l’ultimo briciolo di legittimità a questo ente. “Si, un vero disastro.”  prosegue Barone “Regole incomprensibili, come quelle per l’elettorato passivo, e pratiche non sempre impeccabili di diversi Comites in giro per il mondo, hanno contribuito a delegittimare questo utile strumento di democrazia” In molti accusano i Comites di essere solo il residuato di un’epoca lontana, tenuto in piedi per fini politici “Ma quali fini politici, si tratta di un’assemblea di volontari” continua Barone ” con il budget a disposizione, sarebbe già un miracolo coprire le spese. Quanto alla presenza dei partiti nei Comitati non è stato un fatto positivo e si, certamente, il meccanismo dei Comites andrebbe rivisto alla luce della realtà migratoria italiana del 2015. Ma finchè non verrà modificata la normativa, dovremo  tentare di far funzionare ciò che esiste” Resta il fatto che un organo rappresentativo, per quanto scarsi siano i poteri che esercita, coinciderà con l’unica lista che ha passato le forche caudine delle nuove regole decise ad agosto 2014. Non sarebbe stato meglio ritirare la candidatura? “Avrebbe significato,  nessuna rappresentanza di cittadini italiani in Olanda per 5 anni e non sarebbe stato corretto nei confronti di chi ha firmato per la nostra lista.” Ci vorrà qualche giorno, forse qualche settimana, per i risultati definitivi ma nei Paesi Bassi, più che i vincitori, si attende di conoscere l’escluso o l’esclusa di Voltiamo pagina: i seggi sono 12 ma la lista presenta 13 candidati.

M.S.

 

 



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