Salute, istruzione e potere d’acquisto: le differenze tra i partiti sono notevoli, se i programmi vengono analizzati uno per uno, dice NOS.
Sempre studiando il report dell’Ufficio di pianificazione, Centraal Planbureau, NOS ha osservato dove 13 dei 34 partiti in corsa per le prossime elezioni, vogliono spendere i soldi pubblici.

PVV, Pvdd e FvD non hanno partecipato, quindi calcolare gli investimenti sui programmi è impossibile, dice la tv pubblica.

Non tutti i partiti vogliono spendere la stessa somma di denaro per l’istruzione o l’assistenza, ad esempio. GroenLinks, PvdA e D66 vogliono investire molto di più nell’istruzione: circa 9 miliardi di euro in più rispetto a adesso. VVD ed SGP, mantengono praticamente lo stesso budget.

SP, rispetto agli altri, vorrebbe investire una somma enorme in sanità: 22 miliardi di euro un più, per pagare salari e pacchetto base più generoso.

La differenza nella spesa per la sicurezza sociale, che include indennità, AOW, assistenza sociale e sussidi che il governo paga ai cittadini, supera i 20 miliardi: SP vuole più sussidi, D66 vorrebbe tagliarli. SP è inoltre il partito che vuole spendere di più per clima e ambiente, quasi 7 miliardi.

Non tutte le fasce sociali beneficiano allo stesso modo dei piani dei partiti, scrive NOS: con il VVD, la differenza tra i redditi più alti e quelli più bassi aumenterebbe. Con D66, GroenLinks, SP, PvdA, CU e Denk, la disuguaglianza di reddito diminuirebbe perché molti di questi partiti vogliono ridurre i premi dell’assicurazione sanitaria oltre ad aumentare il salario minimo, i sussidi e le indennità, dice NOS.

I piani che costano denaro extra devono essere finanziati dal governo. Ciò può essere fatto, tra le altre cose, tagliando, ma anche facendo pagare più tasse a cittadini e imprese, dice il portale della tv pubblica.

I costi per le famiglie aumenteranno in media di 4,2 miliardi di euro nel 2025: con i piani del GroenLinks saranno 4,5 miliardi, mentre con il programma del D66, le famiglie contribuirebbero con 20 miliardi di euro in meno rispetto a adesso.

Tutti vogliono che le imprese paghino di più.

“La maggior parte dei partiti sta spostando gli oneri finanziari sulle generazioni future”, scrive CPB. Il debito nei Paesi Bassi è attualmente circa il 60% del PIL. Ciò significa che per ogni euro guadagnato e prodotto nei Paesi Bassi, vengono presi in prestito quasi 60 centesimi.

Molti economisti concordano sul fatto che un debito fino all’80% è almeno sostenibile. Ma le opinioni differiscono su quanto diventi pericoloso aumentarlo: ad esempio, la percentuale del debito può diminuire perché lo Stato prende meno in prestito, ma anche perché l’economia cresce più velocemente.