Il dipartimento di giustizia di El Salvador, ha finalmente avviato un’azione legale tesa a far luce sulla morte di quattro giornalisti olandesi avvenuta 39 anni fa, hanno affermato i familiari delle vittime di base nel paese centroamericano.

“Il caso sta passando dalla fase di indagine a quella di giudizio”, ha scritto su Twitter l’attivista Oscar Pérez. “È un’ottima notizia e anche molto importante in termini di ricerca della verità e della giustizia in questi crimini contro l’umanità”, ha detto Pérez ai media locali.

Koos Koster, Jan Kuiper, Joop Willemsen and Hans ter Laag, si trovavano in El Salvador nel 1982 per coprire gli eventi della sanguinosa guerra civile. Soldati li hanno uccisi mentre cercavano di entrare in una zona del paese sotto controllo delle milizie.

Fino a cinque anni fa, era esecutiva un’amnistia che aveva reso impossibile qualsiasi azione legale contro i soldati, ma quella legge è stata ritirata nel 2016: da allora, sono stati intrapresi diversi tentativi di convincere il governo ad indagare su quei fatti.

Una commissione delle Nazioni Unite ha concluso nel 1993 che il colonnello dell’esercito Mario Reyes Mena aveva impartito l’ordine delle esecuzioni: Gert Kuiper, fratello di una delle vittime, ha presentato denuncia contro il colonnello in El Salvador nel 2018.

Il programma di attualità olandese Zembla ha rintracciato Reyes Mena negli Stati Uniti, dove vive dal 2019 ma non è chiaro se abbia la cittadinanza americana o meno. In tal caso, sarebbe più difficile farlo estradare in El Salvador per affrontare il processo, ha detto l’emittente NOS.

Dopo la messa in onda dell’episodio, il governo olandese ha affermato che “farà ogni sforzo necessario” per assicurare alla giustizia i responsabili delle uccisioni. Nel febbraio 2019, l’autorità per la trasparenza di El Salvador ha invitato l’esercito ad aprire i suoi archivi come parte di una nuova indagine.