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Eindhoven, la città che sta plasmando il futuro

Tra boom economico, crisi e ripresa, la storia di come Eindhoven si sia costruita la reputazione di città del futuro è tra le più interessanti dei Paesi Bassi.

A livello internazionale Eindhoven è solo un piccolo punto sulla mappa. Eppure, la cosiddetta regione ‘Brainport’ sta riuscendo, attraverso il suo settore high-tech, a diventare un attore chiave nel mercato globale.

Nel 2010, il Financial Times bettezzò Eindhoven la città del futuro. Da allora, la città e la regione hanno vinto un premio dopo l’altro: regione più imprenditoriale d’Europa e più “intelligente” del mondo, luogo con la più alta concentrazione di brevetti per abitanti, il terzo posto migliore per investire a livello globale e, come se non fosse già chiaro, una delle economie più creative al mondo.

Philips e il boom economico

Come ricorda la stampa cinese, Eindhoven – come Nanchino – si è concentrata sulla capacità di reinventarsi. A differenza della capoluogo della regione dello Jiangsu però, che ha millenni di storia alle spalle, Eindhoven festeggerà il suo centenario solo l’anno prossimo. Tutto ebbe inizio nel 1920, quando cinque villaggi circostanti si unirono per formare la Grande Eindhoven. L’arrivo di Philips nel 1891 portò sviluppo e posti di lavoro che nel XX secolo causarono una sostanziale crescita economica. Philips ha iniziato a produrre prodotti di consumo tra la prima e la seconda guerra mondiale ed è presto diventato un gigante dell’elettronica globale.

Triple Helix e il viaggio verso la ripresa

La situazione idilliaca venne interrotta dalla crisi economica degli anni ’80 e ’90 che portarono Philips sull’orlo del collasso, con oltre 100.000 dipendenti lasciati a casa. Solo nella regione di Eindhoven sono state colpite 30.000 persone. Le prospettive future della città non sembravano delle più rosee ma il governo scelse di intervenire. Grazie al progetto Triple Helix, ossia alla collaborazione costituitasi tra istituzioni pubbliche, imprese locali e centri di ricerca, la regione è riuscita a tornare competitiva. Il piano di Triple Helix è infatti riuscito a creare un nuovo ecosistema che ha aiutato Eindhoven a evolversi fino a diventare il fiorente centro di innovazione e produzione che è oggi.

Per molto tempo, Eindhoven è stata considerata la città più ‘noiosa’ dei Paesi Bassi, e i giovani talenti si spostavano sistematicamente a Rotterdam o ad Amsterdam. Grazie anche all’apertura della rinomata Design Academy, Eindhoven è stata trasformata nella città non solo dell’innovazione tecnologica, ma anche del design. Al momento la città ospita l’annuale la Dutch Design Week e il festival di luci GLOW, eventi che richiamano migliaia di visitatori da tutto il mondo.

Eindhoven e la guerra

Eindhoven, oggi, è una città giovane e moderna. Durante la seconda guerra mondiale però, il centro storico venne pesantemente bombardato lasciando macerie ovunque. Per prime vennero distrutte le fabbriche della Philips, al fine di fermare la produzione di armamenti di guerra, e poi vennero bloccati anche gli aviatori americani e britannici. 

Quando il sud dei Paesi Bassi fu liberato, prima del resto del Paese, Eindhoven è stata capitale per qualche tempo. La città si trova infatti in un punto strategico, a due passi sia dal Belgio che dalla Germania.

Sin dalla guerra, Eindhoven ha influenzato tutto il mondo con le sue creazioni geniali. Il cappello a cilindro che il presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy indossava alla sua inaugurazione? Made in Eindhoven. La prima chitarra di George Harrison? Made in Eindhoven. La prima trasmissione televisiva nei Paesi Bassi è stata trasmessa da Eindhoven. Anche il primo film mai girato in lingua olandese è stato filmato ad Eindhoven. La cassetta audio compatta è stata inventata a Eindhoven da Philips, così come il compact disc che ha fatto rivivere l’industria musicale in tutto il mondo. 

Le attrazioni

Attraverso la casa discografica Phonogram, che poi divenne la Polygram, Philips entra in contatto con star come i Rolling Stones, gli Abba, Elton John e gli U2. Sempre con la musica, Eindhoven ospita la Muziekgebouw, una sala da concerto di prim’ordine con l’acustica tra i primi 5 al mondo. Inoltre c’è il Van Abbemuseum, una mecca per gli amanti dell’arte moderna, mentre il Parktheater ospita spettacoli teatrali mozzafiato, vari generi di performance e cabaret. 

La cultura urbana più giovane e creativa può essere trovata nel distretto  Strijp-S, un ex complesso di fabbriche di Philips che è stato trasformato in un nuovo quartiere detto ‘creativo’ ideato per residenti, negozi, ristoranti e studi di professionisti. La regione di Brainport, invece, è ormai diventata un punto di riferimento culinario; dopo Amsterdam, Eindhoven ha i ristoranti con più stelle Michelin nel paese.

Il ‘villaggio del mondo’

Accanto al centro finanziario di Amsterdam e alla città portuale di Rotterdam, Eindhoven è la terza regione metropolitana più grande dei Paesi Bassi. Per molto tempo, Eindhoven è stata una cittadina di provincia, con un’urbanistica tradizionale e non particolarmente densa. Oggi, la città è in piena espansione e non sembra dare segnali di rallentamento. Sono circa 20 i grattacieli in programma di costruzione nei prossimi anni, un numero alquanto notevole considerando la storia urbanistica della città.

Persone provenienti da tutto il mondo si stanno trasferendo nella regione per lavorare nelle aziende high-tech che vi hanno sede, tant’è che è stata recentemente battezzata come ‘villaggio del mondo’. Nel 2000 c’erano 324 indiani che vivevano ad Eindhoven. L’anno scorso, quel numero era salito a 3.556, e da allora hanno anche già istituito la seconda squadra di cricket. Molti studenti hanno anche trovato la loro strada per la città; L’università di tecnologia di Eindhoven conta circa 12.000 studenti, il 16% dei quali proviene dall’estero. Tra gli studenti di TU e di Eindhoven University of Technology si trovano circa 90 nazionalità. Ai primi posti si trovano indiani, cinesi e rumeni.

Gli abitanti di Eindhoven sono naturalmente amichevoli e desiderosi di godersi la vita, ma la loro etica lavorativa è solida. Così come un tempo gli agricoltori olandesi dovevano aiutarsi a vicenda per  sopravvivere ai terreni sabbiosi, negli ultimi decenni il senso di collaborazione ha permesso alla città di uscire dalla crisi economica. Gli imprenditori sono ben accolti ad Eindhoven, ed ogni progetto viene spinto al massimo allo scopo di raggiungere l’eccellenza.

“La città che sta plasmando il futuro” era il titolo del libro che l’ex sindaco di Eindhoven, Rob van Gijzel, ha lasciato in dono alla città nel 2016. Nel secolo scorso, Eindhoven è diventata sinonimo di grandi imprese, innovazione, creatività e avanguardia.


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