“I bonus possono migliorare le prestazioni e incoraggiare i dipendenti a fare meglio”, scrive Eerlijkegeldwijzer, portale dell’associazione di consumatori che tiene d’occhio le banche olandesi. “Tuttavia, i bonus sono spesso collegati a indicatori che non riflettono gli interessi della società nel suo complesso e certamente non l’interesse sociale. Inoltre, il collegamento tra la performance finanziaria dell’azienda e il livello del bonus sembra spesso venire meno”.

Con questa premessa, Eerlijkegeldwijzer ha rilanciato una sua indagine di qualche tempo fa in occasione della polemica nazionale sul CEO di ING al quale il consiglio di amministrazione vorrebbe raddoppiare lo stipendio per tenerlo “in linea con quelli dei colleghi all’estero.” La mossa, che a molti è apparsa incomprensibile, ha lo scopo di bilanciare con un sostanzioso aumento il rigido tetto imposto dalla legge olandese ai bonus.

Dall’indagine comparativa dell’organizzazione ING non esce proprio bene: tra le banche olandesi è quella più “generosa” con manager e alti funzionari, senza tetti reali allo stipendio e senza una policy chiara che giustifichi bonus e aumenti o li vincoli a risultati per l’istituto. La decisione sugli stipendi, insomma, è largamnete discrezionale e scarsamente legata all’impatto esterno della banca (investimenti ecologici e responsabilità sociale).

Sul podio della classifica di Eerlijkegeldwijzer, invece, finiscono due banche etiche: ASN e Triodos, infatti, non prevedono bonus per i dirigenti e i salari dei CEO non possono superare, nel caso di Triodos, 6 volte quelli di un impiegato con la qualifica più bassa.