A detta del  Volkskrant, docenti e studentesse in intimità, e pare fosse una pratica comune.
Nei fatti due docenti della Hogeschool Voor De Kunst di Amsterdam avrebbero offerto le loro dimissioni a causa di relazioni con delle studentesse. Il primo, Jappe Claes,  un noto attore fiammingo, avrebbe lasciato l’incarico all’inizio del 2014, l’altro Ruut Weissman, regista famoso da queste parti, tra l’altro per il polpettone musical sulla vita di Andre Hazes, era il direttore artistico della scuola. Anche lui si sarebbe dimesso nel 2013 in seguito ad un inchiesta interna tenuta a lungo riservata. Il giornale avrebbe parlato con 15 donne, tra ex studentesse e professoresse della scuola, di cui alcune oramai attrici affermate, che avrebbero confermato: la pratica e’ apparentemente “nota e diffusa”, nonostante sia espressamente vietata dai contratti nazionali. E’ abbastanza interessante notare che quasi tutte le intervistate abbiano chiesto di rimanere anonime, pare per evitare danni d’immagine. Semplicemente: si faceva la storia con il professore per assaggiare il mondo dello spettacolo e per ottenere vantaggi di carriera; e ora che dei vantaggi ci sono i frutti perche’ buttarli?
Di fatto i cronisti del giornale sono andati a pescare casi indietro sino alla fine degli anni ’80 lasciando intendere particolari piccanti che pero’ non sono ancora noti.

Si apre cosi’ in modo un po’ strano, tra sottointesi e sentito dire, il dibattito se sia o non sia lecito andare a letto con i propri studenti, condendolo ovviamente di nomi importanti da regalare alla pruriginosa attenzione dell’opinione pubblica estiva.  Per ora si parla solo delle scuole d’arte, in cui pare la deontologia fosse un po’ di manica larga con i peccatucci dei professori. Si sa che nelle scuole d’arte si sta’ piu’ vicini…

E’ un dibattito sopito, fatto di “segreti alla luce del sole”, di insinuazioni di bassa lega e di ipocrisie decisamente maschiliste, che puo’ sembrare strano nei toni e nei termini per chi venga dall’Italia, dove almeno una porcheria e’ la prassi ma rimane una porcheria.

 

Federico Bonelli