Tensione nel piccolo centro di Ede dopo una settimana di danneggiamenti ad edifici ed auto incendiate. Responsabili, secondo NOS, un gruppo di giovani del posto che avrebbero scatenato la loro rabbia per la decisione dell’autorità locale di chiudere e demolire il centro commerciale de Lindshorst, per far posto ad abitazioni. Nel centro, sorgeva un cafè luogo di ritrovo per molti giovani in gran parte di origine marocchina. Per cercare di riportare la calma, le autorità hanno fatto appello al console del Marocco nei Paesi Bassi Khalid Guelzim che ha accettato di incontrare i giovani nel tentativo di fermare la violenza.

In prima linea anche la moschea locale e alcune associazioni musulmane che hanno condannato gli episodi. Intanto la tensione non accenna a diminuire: nella notte tra venerdi e sabato, alte 4 auto sono state incendiate mentre dallo scorso mercoledi, è entrata in vigore un’ordinanza del sindaco che vieta assembramenti in alcune aree della cittadina.

La decisione di chiedere aiuto al console del Marocco, per cercare di ristabilire l’ordine, non ha trovato tutti favorevoli: i cristiano democratici, alla guida di Ede, hanno salutato con favore l’iniziativa: “Ben venga  l’aiuto del console” ha detto a NOS Jan Pieter van der Schans, leader locale del CDA. Contrarietà invece dalla lista civica Gemeentebelangen, anche questa nella coalizione di governo della città: “Avremmo dovuto mantenere più discrezione nel coinvolgere figure esterne” ha detto il capogruppo in consiglio comunale  Peter de Pater.

Domenica 8, una manifestazione di protesta contro le violenze organizzata dalla moschea, ha visto la partecipazione di 150 cittadini con in testa il sindaco di Ede.