Patrick Ravensbergen, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons

Chi era Eberhard van der Laan?

Nato nel 1951 da una benestante famiglia protestante di Rijnsburg, nei pressi di Leiden, il sindaco è cresciuto educato con rigida educazione calvinista, scrive NOS. Il duro lavoro e la non ostentazione sarebbero stati alla base della sua filosofia politica. Van der Laan era un noto “workaholic” e diceva di lavorare anche ad 80 ore settimanali.

Nonostante il suo studio legale Kennedy Van der Laan sia arrivato a contare 120 dipendenti, il sindaco ha sempre mantenuto un profilo modesto, rimanendo a vivere in un alloggio in affitto nei pressi della stazione centrale.

Il consiglio comunale della capitale è stato per lui una seconda casa:  consigliere dei laburisti, Pvda, dal 1990 al 1998 è tornato a Stopera nel 2010 come sindaco. In questi 27 anni di carriera politica ha ricoperto anche l’incarico di ministro per la casa e l’integrazione nel governo Balkenende IV.

NOS, nel profilo tracciato, ricorda due aspetti della sua azione politica: l’attenzione “socialdemocratica” per le fasce più deboli della società e la critica alla società multietnica. Van der Laan era uno strenuo difensore dei valori tradizionali, della ragionevolezza con rigore e della mediazione.

Nei suoi 7 anni da sindaco ha affrontato diverse questioni sociali di ampia rilevanza: la crisi dei migranti, il mercato immobiliare impazzito e la gentrificazione, la stretta nazionale sui coffeeshop, il divieto di occupazione, le proteste degli studenti.

Raccontava il Groene Amsterdammer come negli anni della contestazione, il giovane van der Laan fosse il “ponte” del partito tra l’amministrazione comunale e i collettivi che contestavano le ingiuste politiche abitative. I suoi rapporti con gli “anarchici” come amava definire i movimenti di protesta informali, e più in generale con gruppi organizzati fuori dall’alveo istituzionale, però non sono sempre stati facili: l’introduzione del divieto di occupazione e le tensioni con il collettivo Wij Zijn Hier, ne sono un esempio.

La questione abitativa e la redistribuzione della ricchezza sono stati punti centrali  nell’agire politico del defunto primo cittadino impegnato nella tutela del patrimonio immobiliare pubblico anche dopo l’insediamento nel 2014 della maggioranza guidata dal partito liberale D66.

Van der Laan ha lasciato la moglie Femke Graas, 36 anni, e 5 figli.