CoverPic: Author: Minister-president Rutte | Source: Wikimedia | License: CC 2.0

De Gouden Koets, la carrozza dorata della famiglia reale olandese, utilizzata per le occasioni cerimoniali come i matrimoni o il Prinsjesdag (anche conosciuto come Budget day), è di nuovo sotto accusa a causa delle decorazioni coloniali che compaiono su una delle sue fiancate.

De Gouden Koets

Nel 1898, 25 anni dopo l’abolizione della schiavitù, la carrozza fu regalata alla regina Guglielmina dagli abitanti di Amsterdam. Realizzata in legno di teak ricoperto di foglie d’oro, il mezzo è costruito in stile rinascimentale olandese ed è decorato con i dipinti di Nicolaas van der Waay. Viene trainato da otto cavalli quando è il monarca regnante ad essere trasportato; solo sei cavalli quando a viaggiare sono gli altri membri della famiglia reale. Pochi sanno che la forma particolare del tetto è dovuta al desiderio della regina Guglielmina di poter sfilare in piedi. Un particolare che rende la guida maggiormente difficoltosa.

Il dibattito intorno alla carrozza

Nel 2011 è iniziato il dibattito che ha investito la carrozza reale per via del pannello sinistro dove compaiono persone di origine indiana e africana raffigurate mentre si inchinano di fronte a una donna bianca seduta in trono.

All’epoca i deputati Harry van Bommel e Mariko Peters chiesero di rimuovere il dipinto. Nel 2015 lo storico Jan Minneboo della Stichting Nederland Wordt Beter si è speso per dimostrare come l’immagine dipinta non “avesse un intento razzista ma esprimesse lo spirito dell’epoca”. Il collega Piet Emmer non riconosceva la bontà dell’accusa perché allora gli olandesi in lotta per l’abolizione della schiavitù non sarebbero più stati schiavisti: “sentivamo che i nostri sudditi coloniali dovevano essere grati per il nostro lavoro di civilizzazione, perché abbiamo portato cose come l’assistenza sanitaria e l’istruzione”, affermava il professore emerito.

Sulla sponda opposta, negli anni gli attivisti hanno sempre rivendicato il carattere razziale dell’ornamento ma oggi i tempi sembrano maturi per una svolta.

“La carrozza fa riferimento alla sottomissione coloniale, con gli indiani e le persone di origine africana che recano doni al monarca bianco” ricorda Karwan Fatah-Black, professore di storia all’università di Leiden, a RTL Nieuws.

Lo studioso ribadisce: “Il bianco è al di sopra di tutto e il nero è lì per servirlo”. Il pannello mostra che all’epoca le persone erano orgogliose del proprio dominio coloniale e si vantavano del fatto che i Paesi Bassi avessero un impero globale.

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Nel frattempo quasi 7.000 persone hanno firmato una petizione per esporre la carrozza d’oro nel futuro museo sulla schiavitù, una volta completato il restauro da 1,2 milioni di euro.

Il portavoce della famiglia reale olandese ha confermato che la carrozza d’oro è ancora sotto restauro, di cui non si conosce ancora la data di fine lavori. Quando gli è stato chiesto di commentare le preoccupazioni circa la compatibilità delle immagini sulla carrozza con i tempi moderni, ha aggiunto: “Non abbiamo alcuna risposta”.