The Netherlands, an outsider's view.

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Duindorp, pneumatici bruciati in strada e quartiere blindato: viaggio nella “banlieu bianca” di Den Haag

di Massimiliano Sfregola

foto: 31mag

 

Timori per una quarta notte di passione a Duindorp, frazione costiera di Den Haag, dove da tre notti si succedono scontri tra agenti e residenti, inferociti per la decisione del comune di impedire lo svolgersi dell’annuale falò in spiaggia a Capodanno. Nel tardo pomeriggio siamo andati a fare una pedalata nella zona: cuore del quartiere è la piazza Tesselseplein, dove sono ancora evidenti i segni della guerriglia delle notti passate.

Una fermata dell’autobus è ancora a pezzi e una pattuglia della polizia è rimasta a sorvegliare la zona per tutto il giorno. Gruppetti di ragazzini con l’hoodie, il cappuccio, sulla testa e la tuta, pedalano in giro e l’atmosfera non è delle più rilassate: alle casse del supermercato Hoogvliet si lamentano in molti, ad alta voce, di tutta quella presenza di agenti ma Duindorp, che già non gode di una grande reputazione, nelle ultime 48h è letteralmente sulla bocca di tutta Olanda.

Con una presenza imponente di forze dell’ordine era praticamente impossibile accedere all’area senza essere identificati dagli agenti ma superati i controlli, nell’angusto spazio del quartiere si intravedevano gruppetti di residenti di tutte le età ammassati sui marciapiedi a ridosso delle scalinate che portano alle case popolari su Tesselsestraat.

La puzza di pneumatico bruciato era talmente nauseante da far venire il mal di testa e mentre pedalavamo velocità sostenuta per non dare troppo nell’occhio, siamo passati accanto ad una campana di vetro dove quattro persone erano intente a dare fuoco ad oggetti, incoraggiati da altri presenti.

Ma ciò che non si vedeva a distanza è che ad incendiare i pneumatici erano bambini, biondissimi, di non più di 10 anni. E chi li incoraggiava non erano coetanei ma adulti. Tra loro mancavano gli spauracchi di Wilders e dei sovranisti: tra i vandali nessun marocchino o caraibico, solo olandesi autoctoni. In quartiere dove il PVV ha preso perecentuali bulgare (44%) stranieri o cittadini olandesi di minoranze etniche sono stati costretti a fare le valigie perchè presi di mira da gruppi di residenti che non temono di dire “siamo razzisti”.

Intanto, mentre le ultime luci della giornata sono svanite, tutt’intorno pareva quasi che i residenti si preparassero ad un’altra nottata di scontri: fino ad oggi gli arresti hanno superato i 20 mentre bambini ed adolescenti sono riusciti a dare filo da torcere ai poliziotti, costringendoli ad un “gatto e topo” tra vie strette e cortili del quartiere.

Sarebbe interessante sapere cosa pensa la gente, perchè proclama questo attaccamento identitario alla sua area e poi la vandalizza ma qui i giornalisti non sono benvenuti e l’unico fotografo che si aggirava per l’area è sparito al primo falò.

Nelle altre strade sembra regni una certa calma e in diversi incroci, blindati dell’ME, il nucleo antisommossa della polizia olandese staziona in attesa succeda qualcosa. Succederà qualcosa? In molti lo temono. Oggi il comune ha annunciato che il falò è stato cancellato definitivamente e le persone arrestate nelle ultime notti, avranno obbligo di firma tra il 31 e il 1, a scanso di equivoci.